GEAPRESS – Dal primo gennaio 2002 dovrebbero essere vietate. La Comunità europea le ha bandite in quanto, nelle loro maglie, rimangono intrappolati anche delfini e capodogli. Eppure, ancora oggi, vengono utilizzate. Le spadare, lunghe reti derivate, sono infatti mezzi ambiti, quanto economici, per la cattura indiscriminata del pesce, tra cui tonni e soprattutto pesce spada.

A Savona la Capitaneria di Porto ha individuato cinque grandi contenitori riferibili ad un motopesca del luogo, contenenti la dicitura “rete da posta”. Al suo interno 2,386 chilometri di rete spadara. Per il comandante e l’armatore la sanzione prevista oscilla da duemila a dodicimila euro. La rete è stata posta sotto sequestro. L’intervento della Guardia Costiera è di stamani.

A Marsala, invece, nel corso della settimana scorsa sono stati contestate ben 40 sanzioni amministrative che hanno riguardato numerosi illeciti nella filiera della pesca, come mancanza di rintracciabilità e pescato venduto da pescatori amatoriali. Significativo, inoltre, il sequestro di due chilometri di rete spadara. Cinque, in particolare, i sequestri amministrativi relativi alla mancata rintracciabilità del pescato e quattro quelli risultanti a seguito dell’accertata attività di vendita da parte di pescatori non professionisti.

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