GEAPRESS – L’esatta determinazione della specie di appartenza si è avuta solo ieri mattina, ma lo spiaggiamento dei due cetacei era avvenuto nel pomeriggio antecedente. Il tutto nella spiaggia di Crotone, dove è subito intervenuta la Capitaneria di Porto, riuscendo a fare allontanare uno dei due animali che rischiava di morire. Per il secomdo, purtroppo, non c’è stato nulla da fare, essendosi ritrovato già morto. Ai soccorsi avevano partecipato anche i biologi della Riserva Marina di Capo Rizzuto. Poi, al sopraggiungere del buio, si è rinviato per l’esatta determinazione, all’indomani.

Con sopresa, dicono alla stessa Capitaneria, si è visto che a spiaggiarsi erano stati due Zifidi (Ziphius cavirostris), comunemente chimata balena dal becco d’oca. Lo Zifio deceduto era lungo 5,3 metri e pesava circa 3 tonnellate. Trattasi di un cetaceo odontoceto, ovvero dentato, del quale però poco si conosce della sua stessa distribuzione. Anzi, quello che è dato sapere, deriva molto dagli stessi spiaggiamenti. Lo Zifio, infatti, è un cetaceo che frequenta usualmente le profondità marine. Parrebbe essere diffuso un pò in tutti i mari del mondo ma, per le sue caratteristiche, non molto si conosce sulla biologia. Sembrerebbe, però, esistere una correlazione tra l’inquinamento acustico del mare determinato dalle attività dell’uomo e gli spiaggiamenti. Gli animali rimarrebbero disorientati, andandosi così a spiaggiare lungo le coste. Imputati delle morti, anche alcuni tipi di tecniche di pesca.

Ad ogni modo, grazie all’intervento della Capitaneria di Crotone, uno dei due animali ha riconquistato il largo.

SU RICHIESTA DELLE BIOLOGHE STEFANIA GIGLIO E ELENA MADEO, SI PRECISA CHE L’INTERVENTO DELLE STESSE E LA SUCCESSIVA DETERMINAZIONE DELLA SPECIE E’  AVVENUTO IL GIORNO SUCCESSIVO ALLO SPIAGGIAMENTO.

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