GEAPRESS – Nuovo intervento della Capitaneria di Porto di Crotone ai danni di pescatori che utilizzano le spadare. Appena pochi giorni addietro ne erano già state sequestrate ben 13 chilometri (vedi articolo GeaPress) nel porto di Cirò Marina, dove ora i militari della Guardia Costiera, hanno concluso una nuova operazione coordinata sia da mare che da terra. Altri cinque chilometri di rete spadara trovati a bordo di un motopesca. Per il comandante 2000 euro di sanzione per uso di attrezzi di pesca vietati, mentre la rete (per un valore di 10.000 euro) è stata posta sotto sequestro.

Un fenomeno preoccupante se si considera che solo nel piccolo porto di Cirò, in pochi giorni, sono ormai stati sequestrati ben 18 chilometri di spadara. Le spadare sono reti derivanti, vietate dalle disposizioni comunitarie. Vengono lasciate alla mercè delle correnti e possono essere lunghe fino a venti chilometri. Si tratta di attrezzi di pesca molto poco selettivi che riescono a bloccare sia pesce immaturo, ma anche delfini e tartarughe marine.

Cercando di favorire a tutti i costi i pescatori lo Stato italiano trovò la maniera di autorizzare un’altro tipo di rete derivante, ovvero la ferrettara. Dovrebbero essere usate entro una certa distanza dalla costa e non potrebbero essere lunghe oltre i due chilometri. Evidentemente il sistema spadara, nonostante le possibili scappatoie offerte dalle ferrettare (peratro anch’esse sequestrate, perchè fuori misura, nella precedente operazione della Guardia Costiera di Crotone), continua ad essere preferito.

Il WWF ha più volte sottolineato come potenti motopesca riescono velocemente a trasportare al largo i chilometri di rete sintetica. Evidentemente era questo uno dei casi, prevenuto, però, dall’intervento della Capitaneria di Crotone. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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