GEAPRESS –  Verosimilmente da una barca, qualcuno lo aveva preso di mira. Aveva imbracciato il fucile subacqueo ed infine sparato spappolandogli diversi organi interni. Oggetto di tanta crudeltà un delfino che è andato poi a morire in Croazia sulla costa orientale dell’Istria. La notizia, pubblicata dal quotidiano Il Piccolo, sta creando non poco sgomento tra l’opinione pubblica di Porto Badò. Ignari, a quanto pare, i pescatori del posto. Se la polizia croata dovesse scoprire chi lo ha arpionato causandone la morte, sarà applicata una sanzione di 50.000 euro.

Purtroppo i delfini possono incorrere in mare in numerosi pericoli di origine umana. Visto che a terra non se la passano meglio, basti considerare i delfini marionetta dei delfinari, perchè lasciarli in pace in mare?

Come accaduto recentemente nel canale di Sicilia, un delfino è stato rinvenuto dalla Guardia Costiera di Sciacca (AG) privo delle pinne. Alcuni giornali imputarono la colpa ai ristoranti cinesi  per via della pinna spacciata poi per quello di uno squalo. Più probabilmente, però, il delfino è stato vittima di una spadara o di altra rete. Imbrigliato e morto annegato non potendo più raggiungere la superficie, la carcassa dell’animale è stata velocemente liberata dalle reti e lasciata in mare.

Vi sono poi le abitudini alimentari, non cinesi ma italiane. Pochi anni addietro, ad esempio, una notissima casa editrice fu costretta a chiedere scusa per avere pubblicato tra le ricette regionali, una ligure proprio a base di carne di delfino.

E che dire della pesca del totano? Viene catturato di notte utilizzando le lampare. Nel fascio di luce i totani si accalcano e i pescatori calano il retino. Peccato che di mezzo possa comparire il delfino, finito spesso a fucilate. Come se già non bastasse ci si mette anche la plastica. Scambiata per una preda finisce per intasare il prestomaco, causandone infine la morte.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).