polpo
GEAPRESS – Ha un’ottima vista (il suo occhio è simile a quello umano), è abilissimo nel mimetizzarsi e nell’utilizzare strumenti, è capace di risolvere problemi complessi, ma finisce ucciso, per il nostro stomaco, a morsi o a colpi di coltello.

Si tratta del Polpo, ricordato in un video da Essere Animali che denuncia la pesca nelle nostre coste e le tecniche per ucciderlo.

E dire che gli scienziati, ricordano altresì gli animalisti, sono concordi nel sostenere che il polpo prova sofferenza ed è cosciente di sé e del mondo che lo circonda, esattamente come noi esseri umani e gli altri animali vertebrati.

I motivi che hanno portato Esseri Animali a produrre il video risiedono sua nelle lacune nelle leggi che regolamentano questa attività, ma anche il trattamento riservato ai poveri molluschi. Vittime, sostiene sempre Essere Animali, tanto della pesca industriale quanto di quella tradizionale. A supporto di questa tesi l’associazione pubblica il parere dell’etologo Jonathan Balcombe, uno dei massimi conoscitori al mondo di questa specie: “di tutti gli invertebrati i polpi hanno forse la più alta complessità percettiva e di comportamento, che include emozioni, personalità, capacità di gioco e di risolvere problemi. Possiamo e dobbiamo trattarli meglio. Sostengo con tutto il cuore l’impegno di Essere Animali nell’esporre questo brutto business”.

Jonathan Balcombe è attualmente il Direttore del programma “Animal Sentience” dello Humane Society Institute for Science and Policy e Direttore del Dipartimento di “Animal Studies” della Humane Society University di Washington, DC.

Essere Animali, in difesa dei polpi e per fare conoscere le ricette dal sapore di mare, senza animali uccisi, ha lanciato l’hashtag #SalvaIlPolpo

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