delfino caren mosciame
GEAPRESS – Una vicenda che aveva fatto il giro del mondo. Ripresa finanche dai giornali esteri per quel “mosciame” di delfino (filetto essiccato) ripreso dal programma televisivo “Le Iene”,  consumato in un ristorante di una città della costa laziale. Un animale, fa presente  la Capitaneria di Porto di Civitavecchia, la cui cattura è assolutamente vietata per effetto della Convenzione di Washington sul commercio delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES).

La stessa Capitaneria  ricorda la dovizia di particolari con la quale venne presentata la storia e le modalità con le quali il ristoratore sarebbe entrato in possesso del prodotto ed il nome in codice “black” con il quale, parrebbe per prudenza, serviva la “prelibatezza”.

La Procura della Repubblica di Civitavecchia apriva a tal proposito un fascicolo, delegando per i successivi e necessari accertamenti la locale Capitaneria di porto ed il Nucleo Speciale d’Intervento (N.S.I.) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, per le attività tecniche investigative.

L’attività di indagine, protrattasi nel corso dei mesi appena trascorsi, portava all’individuazione dei presunti responsabili della commercializzazione e somministrazione del filetto di delfino. Nei confronti di questi ultimi venivano così disposti appositi controlli, culminanti con la perquisizione presso le abitazioni e le relative pertinenze nonché nei luoghi nella disponibilità degli indagati.

Nel corso delle operazioni venivano rinvenute e sequestrate, a norma dell’art. 252 c.p.p., delle confezioni sottovuoto contenenti mosciame di delfino, pronto per essere venduto, con notevoli ritorni economici.

Le indagini proseguiranno ora verso la ricostruzione dell’intera filiera, dalla cattura del prodotto fino al consumo, passando per la sua commercializzazione, nonché verso la verifica dell’eventuale somministrazione dello stesso in altri ristoranti della Regione. Una vicenda dai profili raccapriccianti, secondo la Capitaneria di Porto, quale l’uccisione di delfini.

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