sea shepherd
GEAPRESS – Le immagini, diffuse da Sea Shepherd Global, mostrano in tutta la loro drammaticità gli effetti devastanti delle cosiddette “catture accidentali”. Squali catturati, trascinati e rigettati in mare, così come mostrato nel corso dei recenti pattugliamenti della nave Bob Barker nelle acque della Repubblica del Gabon in Africa centro-occidentale.

A partire dal mese di aprile, la nave di Sea Shepherd ha infatti effettuato dei pattugliamenti nella regione, sotto la direzione del governo del Gabon, nell’ambito di Operazione Albacore, una nuova campagna per contrastare la pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata (INN). Secondo gli ambientalisti il 20% delle catture globali di tonni dell’Atlantico si verifica nella Zona Economica Esclusiva del Gabon, principalmente ad opera di operatori industriali della pesca che utilizzano reti da circuizione.

Questo metodo di pesca prevede che una rete venga disposta attorno ad un’intera area o ad un banco di pesce. Il cavo di chiusura viene quindi tirato, chiudendo “a circuizione” la parte inferiore della rete, impedendo così al pesce di fuggire nuotando verso il basso.

Spesso, specie non bersaglio come squali, delfini, razze e tartarughe marine rimangono intrappolate nelle reti. Queste specie indesiderate sono note come “catture accidentali”. Se gli animali sopravvivono allo stress all’incontro e al peso del pesce sovrastante quando vengono issati sul ponte, vengono rigettati nell’oceano. Tuttavia, molti muoiono e vengono pertanto scartati come rifiuti.

Attraverso il monitoraggio e la documentazione, Sea Shepherd sta aiutando le autorità gabonesi a limitare le morti accidentali e il grave danno causato dalle catture accidentali. “Le catture accidentali sono una delle cause principali del sovrasfruttamento delle risorse ittiche a livello globale ed hanno un impatto devastante sugli oceani del mondo“, ha affermato il Capitano Peter Hammarstedt, leader della campagna Operazione Albacore. “Plaudiamo al governo del Gabon per aver affrontato in maniera decisa questa problematica e siamo onorati di poterli assistere nei loro sforzi per migliorare il monitoraggio e il rispetto delle leggi nelle acque gabonesi”.

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