GEAPRESS – E’ una grossa società operante nel settore della filiera commerciale dei prodotti ittici, quella interessata dai controlli della Capitaneria di Porto di Catania, che hanno portato al sequestro di alcune tonnellate di tonno rosso spacciato, per eludere i controlli comunitari, come tonno alalunga. Gli investigatori non aggiungono nulla ma il collegamento con l’intervento della Capitaneria di Porto di Civitavecchia calza proprio a pennello con le indagini afferenti alla Direzione Marittima di Catania (vedi articolo GeaPress). Nel sequestro laziale, vennero intercettate ben 40 tonnellate di tonno rosso spacciato come tonno alalunga. Due dei grossi Tir fermati erano addirittura diretti in Spagna. Un sequestro del valore pari a 350.000 euro e che, secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, riguardava proprio una partita di tonno proveniente da una grossa ditta del catanese.

Intanto, proprio il titolare di una grossa ditta di import export di Catania è stato deferito dalla Capitaneria di Porto di Catania all’Autorità Giudiziaria per la grave ipotesi di “frode nell’esercizio del commercio”. Poi la sanzione amministrativa di 1500 euro per non aver redatto la prescritta “dichiarazione di assunzione in carico”. Lo stratagemma messo in atto (ovvero dichiarare come tonno alalunga quello che in realtà è tonno rosso), consente di eludere la normativa comunitaria che impone per il tonno rosso il rispetto di rigorose quote di cattura, stabilite per ciascun peschereccio, in ossequio ai “piani di ricostituzione degli stock ittici”.

Un’attività complessa quella condotta dalla Capitaneria di Porto catanese, coordinata dal Centro Controllo Pesca della Direzione Marittima della Sicilia orientale. Già nei giorni corsi altro maxi sequestro di tonno era avvenuto a Riposto, sempre in provincia di Catania (vedi articolo GeaPress) che ha portato al sequestro di ben 88 tonni chiusi nella stiva di un motopesca. In questo caso, tutto il pescato era privo di rintracciabilità.

Ovviamente, le partite di tonno sequestrato, contribuiscono al raggiungimento della quota massima consentita all’Italia. I controlli continueranno anche nelle prossime settimane e si intensificheranno in concomitanza dei periodi di divieto assoluto di cattura ricorrendo all’ausilio di mezzi navali ed aerei.

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