GEAPRESS – Ha tenuto banco per diversi giorni l’avvistamento del presunto squalo di Santa Tecla, al largo di Acireale (CT). Il tutto è pure coinciso con la disgrazia del surfista australiano, ucciso da uno squalo bianco. In pochi, in quest’ultimo caso, hanno ricordato come uno squalo, vedendo la tavola da sotto la superficie dell’acqua, riconosce in essa la sagoma di una foca. Un’attrazione irresistibile accolta quasi con filosofia da alcuni surfisti italiani che hanno inserito gli squali come un rischio da correre.

A Santa Tecla, però, non c’era alcuno squalo ed il filmato che vi mostriamo, consegnato da un diportista alla Guardia Costiera di Santa Maria La Scala, toglie ogni dubbio. Il video è stato poi attenzionato dalla Capitaneria di Porto di Catania con l’ausilio degli esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica del Fondo Siciliano per la Natura. Mostra inequivocabilmente un pesce luna, meglio noto con il nome dialettale di “mola”. L’osservazione di un giovane ospite della piccola imbarcazione, è giusta. Quello “squalo” sembra avere il corpo a metà, così come appare quasi essere per il pesce luna. Niente a che fare, neanche lontanamente, con gli squali. Si tratta, infatti di un pesce osseo (gli squali e le mante sono invece cartilaginei). Le sue dimensioni sono da record (fino a tre metri di lunghezza ed altrettanto di altezza) così come la sua età che può arrivare fino ai cento anni.

E’ solito avvicinarsi alle coste, dove può essere avvistato anche dalle piccole imbarcazioni. Simpatico il commento di una bambina a bordo dell’imbarcazione. Voleva avvicinare lo “squalo” con dei vermetti.

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