fondale pesca a strascico
GEAPRESS – Immagini eloquenti, afferma l’ONG Oceana, di aree di novellame danneggiate dalla pesca a strascico nel Canale di Sicilia; aree essenziali per la riproduzione di nasello e gambero rosa.

In occasione del 40esima sessione della Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo FAO (CGPM), Oceana chiede che venga adottato un piano di gestione che preveda la tutela di aree di novellame così da ridurre le catture di giovanili e contribuire al recupero di risorse tra le più sovrasfuttate del Mediterraneo.

Le immagini filmate dalla nave da ricerca di Oceana mostrano dove si registrano intense attività di pesca a strascico diminuisce la presenza di ambienti tipici delle zone di novellame di nasello, come giardini di coralli. Ciò è stato documentato a est del Banco di Malta e del Banco Avventura, due delle aree che proponiamo siano chiuse a questa tecnica di pesca impattante. Lo strascico in ambienti essenziali per le risorse ittiche mette a rischio la produttività della risorsa e della pesca stessa e incide sull’intero ecosistema”, dice Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa.

Questa settimana i paesi del Mediterraneo si riuniranno a St. Julian (Malta) per discutere decisioni cruciali per la gestione di risorse della pesca, in particolare il nasello, e di ecosistemi marini vulnerabili (VME).

Insieme ad altri temi, sul tavolo delle negoziazioni è la decisione di chiudere alla pesca a strascico tre aree nel settore settentrionale del Canale di Sicilia, in corrispondenza delle zone dove si concentra il novellame di nasello e gambero rosa. Questa misura è in linea con il parere degli scienziati della CGPM e parte da una proposta presentata da Oceana nel 2015. Oceana sostiene inoltre la creazione di un gruppo di lavoro di esperti scientifici per affrontare tematiche relative alla protezione di ecosistemi marini vulnerabili come coralli profondi e aggregazioni di spugne.

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