GEAPRESS – La buona notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri (ora italiana). Il cambio della direzione del vento, congiunto all’azione della marea, ha spaccato il ghiaccio, aprendo così numerosi varchi. In tal maniera le orche hanno potuto prendere il largo. Lo ha riferito lo stesso abitante di Inukjuak che, martedì scorso, avava dato per primo l’allarme (vedi articolo GeaPress e VIDEO ).

Come ormai noto, un gruppo di una decina, forse dodici orche era rimasto bloccato al largo del piccolo centro lungo la costa nord ordinetale della baia di Hudson. Per potere sopravvivere era rimasto a loro disposizione solo un piccolo foro tra i ghiacci. Qui si alternavano a respirare.  In loro favore era stato lanciato un appello internazionale, ma la situazione sembrava abbastanza complicata a causa dell’ondanta improvvisa di gelo che di fatto aveva impegnato le navi rompighiaccio da tutt’altra parte.

Ieri la bella notizia. Il ghiaccio si è spezzato in vari punti e le orche non si vedono più. Il luogo, contrariamente ad alcune notizie diffuse, non è vicino alla costa e l’osservazione dei poveri animali non era affatto agevole. Ad ogni modo la loro sorte non è ancora scontata. Per potere lasciare del tutto la baia di Hudson, gli animali dovrebbero percorrere non meno di 400 chilometri in direzione nord, ed almeno il doppio per raggiungere le coste meridionali del Labrador. Di fatto per essere certi della loro salvezza occorrerebbe un ricognitore aereo, che però non c’è.

Secondo alcune tesi avanzate in queste ore le orche si sarebbero tardate così a nord a causa del riscaldamento climatico. Molto meno adattate a muoversi tra i ghiacci, l’improvvisa ondata di maltempo (questa volta tipicamente invernale) le ha colte impreparate in un’area insolita in questo periodo.

Una curiosa questione, inoltre, si sta ponendo in queste ore in Canada. Chi pagherà le spese dei soccorsi finora sostenuti? C’è chi ha indicato la comunità Inuit. E’ stato infatti un loro abitante ad accorgersi delle orche ed il Sindaco del piccolo centro del Quebec aveva invitato le autorità centrali ad intervenire urgentemente con il rompighiaccio. Alcuni esperti del Dipartimento della pesca erano pertanto già stati inviati nel luogo.

Stante l’attuale evolversi delle condizioni climatiche, c’è chi ha ipotizzato il probabile futuro ripetersi di questi fenomeni.

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