GEAPRESS – Sono rimasti coinvolti pescatori che esercitavano l’attività abusiva all’interno dei lidi balneari ed addirittura tre motopesca di Corigliano Calabro (CS).

In particolare i motopesca avevano gettato in mare le reti a strascico, a meno di un miglio e mezzo della costa. Pescato e reti (nella foto) sono stati posti sottosequestro dall’Autorità Giudiziaria, mentre ai comandanti delle grosse barche , tutti di Corigliano Calabro, sono state sanzionate 2000 euro ciascuno per violazione dell’art. 13 del Regolamento Comunitario n. 1967/2006 entrato in vigore lo scorso primo giugno.

L’operazione è stata condotta congiuntamente dal Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania e dalla Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro. I pescherecci fermati appartengono ad una marineria, quale quella di Corigliano, che nei giorni corso aveva manifestato le rimostranze per l’entrata in vigore del regolamento comunitario. Se prima nelle distanze dalla costa previste dalla legge era possibile pescare anche in acqua profonde meno di 50 metri, ora, con il regolamento comunitario, non è più possibile.

Le operazioni di controllo della Guardia Costiera, che continueranno nei prossimi giorni, dovranno così vigilare anche in luoghi di pesca abituali ora vietati perchè molto delicati, come nel caso dei bassi fondali. Lo strascico può essere svolto da uno o due motopesca congiuntamente. La rete, a cono, viene trascinata lungo il fondale. Gli effetti, pertanto, sono molto violenti, fatto questo ancor più grave se si considera che si tratta di un sistema per nullo selettivo. Una parte consistente del pescato issato in barca, ritorna infatti in mare (morto) perchè non ha mercato.

Recentemente un’altro intervento della Guardia Costiera Calabrese (vedi articolo GeaPress) aveva portato al fermo di alcuni motopesca di Bagnara Calabra (RC) intenti a pescare nel mare antistante la provincia di Cosenza, questa volta sul lato tirrenico.(GEAPRESS).