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GEAPRESS – Il Comitato Scientifico della Commissione Internazionale per la Baleneria (IWC) ha negato al Giappone il consenso per portare avanti il nuovo programma di baleneria NEWREP-A, chiedendo ulteriori informazioni per chiarire le incertezze circa gli obiettivi scientifici del programma.

Ne da comunicazione Sea Shepherd che rileva come, nella relazione diffusa ieri, l’IWC ha evidenziato che il governo giapponese non sarebbe stato in grado di fornire motivazioni sufficienti a sostegno della prosecuzione della cattura di balene in Antartide.

Alex Cornelissen, responsabile di Sea Shepherd Global, si dichiara incoraggiato dai risultati ma ha invitato il Comitato a respingere in toto i tentativi del Giappone di riprendere la caccia commerciale alle balene sotto la copretura del NEWREP-A. Come è noto il Giappone ha continuato la cattura delle balene giustificandosi con motivazioni scientifiche. Per gli ambientalisti, però, si tratterebbe di una scappatoia per continuare a cacciarle.

Grazie ai dieci anni di azione diretta di Sea Shepherd – ha dichiarato Alex Cornelissen – che hanno portato all’attenzione del mondo le operazioni di baleneria illegale del Giappone, tale scappatoia è stata ora chiusa. La nostra speranza è che il Comitato sia in grado di considerare il NEWREP-A per quello che realmente è“.

Sea Shepherd, esorta l’IWC ad applicare i principi del diritto internazionale, già ribaditi dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, e a garantire che il governo del Giappone non possa in alcun modo continuare le proprie attività ai danni delle balene.

Questo è infatti il secondo ostacolo ufficiale contro il quale va a scontrarsi quest’anno il programma NEWREP-A. Nel mese di aprile, un gruppo di esperti indipendenti, che fornisce consulenze all’IWC, ha dichiarato che il NEWREP-A non contiene informazioni sufficienti per giustificare il reiterato massacro delle balene in Antartide.

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