GEAPRESS – Pescatori di frodo che dal ponte della diga di Cillarese, nella periferia nord ovest di Brindisi, si arrampicano con le corde per raggiungere la riva. Non solo. Novelli Tarzan, non esitano a sciorinare la propria abilità, arrampicandosi finanche da un albero all’altro. Eppure il lago sarebbe protetto dalla Regione Puglia, oltre che Sito di Interesse Regionale.

Il tutto con la beffa dei cartelli dell’Ente gestore che mettono in bella mostra il divieto di accesso. Un polmone verde frequentato da migliaiai di uccelli, ricordano le Guardie Ambientali d’Italia, Delegazione di Brindisi. D’inverno e nel periodo delle migrazioni, gli specchi lacustri sono gremiti di anatidi e folaghe, aironi e limicoli e sono facilmente avvistabili falchi di palude e albanelle, basettini e martin pescatori. Con la buona stagione fanno la loro comparsa cannaiole, cannareccioni, pendolini, cavalieri d’Italia. Eppure il consorzio SISRI che gestisce l’impianto, nega, per motivi di sicurezza, una controllata usufruizione naturalistica. Con le corde e le liane, però si può accedere…

E che dire poi della mancata bonifica? Come documentato dalle stesse Guardie, l’imbocco dell’invaso è da mesi ostruito da rifiuti di varia natura, per non parlare dell’ingente materiale di risulta depositato nell’area prospicente la zona umida.

Una situazione di palese contraddizione che rende di fatto difficili gli stessi controlli da parte delle Guardie che, amaramente, concludono la loro denuncia con una frase appropriata: “Il Cillarese per molti … ma non per tutti“. Speriamo che qualcuno ne prenda atto. 

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