GEAPRESS – Era già successo agli inizi di luglio (vedi articolo GeaPress) e a sorprenderli era stata una motovedetta dei Carabinieri al largo di Vasto (CH). Stiamo parlando dei pescatori pugliesi di ricci di mare.

Questa volta a sorprenderli è stata la Capitaneria di Porto di Pescara. I pescatori di frodo avevano già catturato oltre novemila ricci di mare, molto usati nella cucina pugliese. A venire utilizzati, soprattutto nella preparazione dei primi o direttamente mangiati crudi, sono in modo particolare gli organi riproduttori del riccio.

Ogni anno se ne pescano quantità enormi che di gran lunga eccedono i limiti di pescato. Non tutte le regioni italiane hanno una così spiccata passione per le gonadi dei ricci. Se in Abruzzo sono i pescatori pugliesi a sconfinare, in Calabria, invece, sono i siciliani le cui incursioni non disdegnano neanche le coste sarde.

Come capitato ora in Abruzzo, i pescatori di frodo utilizzano mute e bombole in modo da potere pescare in tutti i peridi dell’anno ingenti quantità di ricci. Il danno all’ecosistema è enorme, basti considerare che questi animali rappresentano il cibo per saraghi ed orate.  

Proprio nelle stesse ore, altri pescatori di ricci sono stati fermati dalla Capitaneria di Porto di Trapani intenti alla pesca di frodo nell’isola di Marettimo.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).