GEAPRESS – I militari della Guardia di Finanza hanno bloccato nove pescherecci sorpresi a pescare nel litorale laziale con reti a strascico. L’area dove operavano è interdetta, infatti, per questo tipo di pesca, ma evidentemente, considerato anche il numero notevole di motopesca fermati, le cattive abitudini sono difficili da estirpare.

La Guardia di Finanza è intervenuta con l’ausilio di mezzi aero navali dei Comandi di Civitavecchia ed Anzio.

Le recenti disposizioni europee entrate in vigore in Italia nel giugno scorso, hanno modificato le modalità di pesca. Tra i divieti quello di gettare le reti a strascico in acque profonde meno di 50 mt. La pesca a strascico è tra i più distruttivi metodi di pesca. La rete, infatti, viene calata fino a raggiungere il fondo. Questo verrà rastrellato e devastato. Ad essere eliminato non è solo il pesce ma direttamente l’ecosistema dei fondali. Trattasi, inoltre, di un metodo di pesca non selettivo. Buona parte del pescato ritorna in mare, morto, perché insignificante per i mercati.

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