GEAPRESS – Quando si dice la collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine. La Guardia Costiera di Marsala aveva ricevuto, ieri mattina, una segnalazione da parte di una persona che aveva notato strani movimenti sotto costa. Intervenuti sul posto i militari hanno trovato mezzo chilometro di rete posizionata a meno di cinque metri dalla costa.

Non solo vietata dalla normativa sulla pesca ma anche pericolosa per la navigazione: si trattava infatti di una rete da posta. Prodotta in fibra di nylon, è costituita da una parte superiore dove sono collocate delle lime provviste di galleggianti, mentre nella parte inferiore dei piombi fanno assumere alla rete una posizione verticale. Praticamente, specie se non segnalata, un muro appena sotto la superficie dell’acqua. La rete è stata posta sottosequestro e successivamente distrutta.

Distrutti anche, ancorchè certificati come non più adatti al consumo umano, 10 chili di novellame di sarda, già pronti per la vendita e sequestrati dalla Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro (CS) tra Trebisacce e Amendolara. Il pescatore è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Castrovillari (CS). Dall’inizio dell’anno salgono a 132 i chili di novellame di sarda sequestrati dalla Capitaneria.

Sono, invece, 75 i chili di novellame di merluzzo sequestrati dalla Guardia Costiera a San Benedetto del Tronto (AP). Denunciati due comandanti di motopesca e relativi armatori.

A Gioia Tauro, invece, la Capitaneria di Porto e la Guardia di Finanza di Palmi hanno provveduto a sequestrare ben 120 chilogrammi di pesce sciabola. I tre trasportatori hanno avuto contestata una sanzione complessiva di 5.000 euro.

In ultimo, i comandi della Guardia Costiera del Lazio hanno portato a termine una ampia operazione di controllo sulla filiera della pesca. In tutto 730 chilogrammi di pescato (dall’inizio dell’anno 1850 Kg) e sanzioni pecuniarie pari a 54.600 euro (dall’inizio dell’anno 145.500 euro). Tra i sequestri, anche pecato di origine ignota o addirittura scaduto da due anni. Controllati pescherecci, punti di sbarco, mercati ittici, grossisti e dettaglianti (anche ambulanti) e 65 ristoranti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).