GEAPRESS – Il WWF e la Capitaneria di Porto hanno tentato ormai numerose volte di farle riprendere il largo. Ma lei, la delfina, continua a farsi vedere tra il molo San Vito e Marisabella. Appena si è tentato di spingerla oltre l’area portuale, si immerge lungamente, poi riappare dimostrando di non dare eccessivo peso alle attenzioni dell’uomo.

Anzi, secondo Pasquale Salvemini, responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine del WWF di Molfetta, il delfino potrebbe aver trovato una importante fonte di cibo all’interno del porto e, con una temperatura dell’acqua abbastanza alta, gli risulta più semplice catturare le prede. Si tratta di una stenella di circa due metri in buone condizioni di salute. Ovviamente non mancano le apprensioni, come nel caso di oggetti ed altro materiale nei giorni scorsi lanciati contro il delfino.

Eppure, alcuni anni addietro, nel porto di Manfredonia (FG) si ebbe un caso analogo. Si trattava di un maschio di delfino, chiamato Filippo, che ha vissuto lungamente nel porto della cittadina pugliese. Le cause di tale comportamento non furono mai chiarite. Ci furono anche dei tristi episodi, come il tentativo, da parte di alcuni occupanti di imbarcazioni turistiche, di costringerlo a saltare all’interno di un cerchio di plastica o sopra una corda. Lo avevano visto fare nei delfinari…

Per questo è importate una buona opera di sensibilizzazione ed anche per questo vengono condotte altre iniziative tra il WWF e la Capitaneria di Porto. L’ultimo evento, la liberazione in mare di due tartarughe marine Caretta caretta. Erano state recuperate dal centro del WWF, riabilitate, ed infine liberate. 

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