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GEAPRESS – Tutto sicuro per le balene? Parrebbe di no. Il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell’AIA (vedi articolo GeaPress ) che ha di fatto interrotto la caccia cosiddetta scientifica nell’oceano meridionale, riguarda  solo una parte dell’ampio fronte baleniero che vede coinvolti anche paesi europei.

Islanda, Norvegia e Groenlandia (quest’ultima facente parte del Regno Unito di Danimarca) continuano a praticare la caccia alle balene. Sebbene nelle denunce degli ambientalisti, vi sono spesso riferimenti al consumo locale (clamoroso, a questo proposito, la carne di balena apparsa nei negozi di Copenhagen, vedi articolo GeaPress ) il più grande quantitativo di tranci di balena continua ad essere esportato in Giappone.

Caccia di tradizione, continuano a  giustificarsi  giapponesi ed europei. In realtà qualcosa di molto più grande come nel caso della flotta baleniera islandese accusata di operare in sintonia con le imbarcazioni autorizzate alla pesca del merluzzo. Ultimamente, però, proprio in questo paese, qualcosa sembra essere cambiato. Nove componenti del Parlamento, appartenti al gruppo dei socialdemocratici e dei verdi, hanno presentato una proposta ove si invita il Governo a valutare l’opportunità della caccia alle balene. Secondo i Deputati non è più nell’interesse dell’Islanda e della sua immagine in particolare.

Al ministro delle Finanze Bjarni Benediktsson, è stato chiesto di esaminare gli “interessi economici e commerciali, gli interessi del settore della pesca e quelli dell’industria turistica “. A potere essere messa in crisi è  la posizione dell’Islanda sulla scena internazionale e nelle relazioni con gli altri paesi. La proposta interroga inoltre sui possibili danni agli interessi commerciali dell’Islanda.

Nessun termine, nel caso di approvazione, viene però stabilito per la caccia alle balene.

Rischi permanenti si evincono inoltre dal fronte giapponese. Sebbene il rappresentante del Governo a l’Aia, ha dichiarato di rispettare, seppur non condividendo, la sentenza che di fatto dovrebbe bloccare la caccia, un recente intervista all’ex capo dell’Agenzia giapponese della pesca Masayuki Komatsu, sembra aprire nuove possibilità per le navi arpionatrici. Intervistato da una giornalista del network televisivo americano ABC, l’ex responsabile dell’Agenzia, apparso a volte cordialmente irritato dalle domande della giornalista, ha fatto intendere che pur rispettando la sentenza il Giappone potrebbe proseguire nella sua politica di prelievo.

Dunque, per le povere balene, i mari non sono ancora tranquilli. Un problema giapponese ma non solo. Islanda e Norvegia non fanno parte della UE, mentre la Groenlandia gode di  ampia autonomia amministrativa nell’ambito del Regno Unito di Danimarca. Aspetti culturali sicuramente molto più vicini a noi rispetto al sol levante.

Piccolo particolare. Ampia autonomia amministrativa, ma pur sempre facente parte dello stesso Regno Unito, godono anche le isole Faroe, famose per la macellazione dei delfini globicefali, gli stessi che vengono uccisi per essere mangiati nella baia di Taiji, in Giappone.

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