GEAPRESS – Gli inquirenti non aggiungo altro, ma a Foggia è il segreto di Pulcinella. O meglio, il segreto di Baciccia, la maschera genovese del marinaio con la pipetta di legno. Si, perché sembra proprio che le oltre 14.000 scatolette di tonno confezionate ogni giorno nella zona industriale Incoronata, a Foggia, venissero preparate da una società correlata ad un notissimo marchio ligure. Eppure i loro tonni rispondevano al protocollo salva delfini e la loro pubblicità, fino a pochi anni addietro, martellava sui principali network televisivi nazionali.

La loro fidata correlata aveva pure ricevuto negli anni gli aiuti comunitari oltre che apposito marchio CEE. Il tonno da quelle parti non aveva a che fare con il mercurio che può accumularsi nei tessuti dei predatori marini. Aveva più che altro a che fare con la ruggine accumulata non solo nei macchinari ma addirittura nelle celle frigorifere. E che dire di pareti e pavimenti con la muffa?

Questo lo scenario apparso ai Carabinieri del NAS di Foggia comandati dal Luogotenente Biagio Manzella. Una situazione talmente precaria che ha comportato l’immediata sospensione dell’intera attività produttiva specializzata, appunto, nella lavorazione del tonno.

Secondo il NAS la struttura era interessata da “gravi carenze igienico sanitarie e strutturali, priva anche dei minimi requisiti richiesti”. Impianto bloccato ma forse non del tutto sospeso il lavoro dei quindici addetti dell’ azienda foggiana da sei milioni di euro. Le migliorie dettate nell’ordinanza di sospensione amministrativa dovrebbero far lavorare parecchio. Una boccata di ossigeno, per i tonni ancora liberi nel mare e per l’igiene dell’uomo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).