GEAPRESS – E’ il nuovo prodotto dell’industria biotecnologica americana. L’approvazione da parte della Food and Drug Administration, potrebbe addirittura comportarne l’introduzione in natura. Gli effetti sarebbero principalmente due.

Il primo è relativo all’impatto ambientale. Il pesce creato dall’uomo è più grande rispetto al comune salmone e potrebbe avere degli effetti devastanti sia sulle popolazioni naturali di pesci che sull’ambiente in generale. Nessuno, infatti, conosce la biologia, anche comportamentale, del nuovo essere.

L’altro pericolo è quello proprio delle chimere. Non più animali fantastici ma incroci genetici dovuti ai lucrosi brevetti delle industrie biotecnologiche. Non esiste ad oggi un quadro completo, salvo pochissime eccezioni, della mappatura genetica di una specie vivente. Non conoscere la mappa genetica, o genotipo, completo di una specie significa non conoscere gli effetti dell’attività genetica, ossia la loro produzione ed interazione. Non lo sarebbe neanche se si conoscesse tutta la mappa, perché la biochimica dei prodotti genetici (ossia l’indefinito numero di proteine, lipidi, zuccheri e molto altro ancora) e le loro interazioni, è cosa ancora lontana dal definirsi.

Sono in gran parte sconosciuti anche i processi metabolici di questi prodotti, ossia cosa succede esattamente quando ingeriamo un alimento. In pratica nessuno può affermare con certezza cosa succederà a chi ha l’abitudine di infilarsi un salmone in pancia, figuriamoci se chimera.

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