GEAPRESS – Continua l’inseguimento della navi di Sea Shepherd alla flotta baleniera giapponese. Secondo un dispaccio diffuso stamani la nave ambientalista Sam Simon e la petroliera sudcoreana al servizio dei giapponesi, Sun Laurel, si troverebbero a 140 miglia della nave macello e dalle due arpionatrici giapponesi. Come è noto, nel corso degli scontri avvenuti nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress), la petroliera rimase danneggiata e per questo venne assistita, secondo un comunicato dagli stessi ambientalisti, da Sea Shepherd. La flotta baleniera, invece, riprese il largo. Poche ore dopo venne annunciato l’invio di una nave militare giapponese (vedi articolo GeaPress) a quanto pare in grado di eseguire anche rifornimenti di carburante.

In avvicinamento alla flotta baleniera vi sarebbero altre due navi ambientaliste. La Steve Irwin e la Bob Barker. Anzi, sempre secondo quanto riferito da Sea Shepherd, avrebbero impedito la cattura di alcune balene tentata dai giapponesi nella giornata di ieri.

La recrudescenza degli scontri avviene pertanto a poche ore dal pronunciamento della nona Corte d’Appello degli Stati Uniti che, dietro ricorso della società di ricerca giapponese che gestisce i prelievi dei cetacei, ha definito Sea Shepherd come un “pirata”. Accusa che viene ora rispedita al mittente dalla stessa Sea Shepherd che rileva come a suo dire sarebbe proprio la flotta giapponese a violare l’area australiana dedicata al santuario delle balene.

Al di là delle diverse opinioni rimane il fatto che la cattura delle balene avviene per motivi scientifici. Un fatto da più parti giudicato come una grave incongruenza.

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