sea shepherd II
GEAPRESS – A poche ore dall’annuncio di Sea Shepherd, sono iniziati i pericolosi “duelli” tra le navi ambientaliste e la flotta baleniera giapponese. Ne ha dato comunicazione Sea Shepherd Australia poco dopo che l’elicottero della nave ambientalista  Steve Irwin ha intercettato la nave – fabbrica Nisshin Maru. Come è noto si tratta della nave ove avviene la lavorazione delle balene uccise dalle cosiddette “arpionatrici”. La tattica in genere utilizzata da Sea Shepherd è quella di interporre un proprio battello tra la poppa della nave – fabbrica e le arpionatrici. Gli scontri, aveva ricordato ieri il Capitano Peter Hammarstedt, comandante della nave ambientalista Bob Barker, avvengono in genere in questa fase. Anche ieri, per la terza volta in poche settimane, il pericoloso sfrecciare delle navi delle due flotte, si è ripetuto.

Secondo la versione fornita da Sea Shepherd, gli scontri sarebbero iniziati ieri alle 17.45 AEDT (fuso orario dell’Australia Orientale), ovvero a distanza di meno di otto ore dell’avvistamente della nave fabbrica da parte dell’elicottero di Sea Shepherd (vedi articolo GeaPress e video). L’accusa degli ambientalisti è però rivolta in modo particolare contro il Governo australiano. Per Sea Shepherd il Governo australiano avrebbe ora abbandonato le belene al loro destino pur essendo stato avvisato della presenza giapponese proprio nell’area al centro di una diatriba internazionale. Si tratta del cosiddetto Santuario dell’Oceano Antartide, dove la caccia alle balene dovrebbe essere vietata. Un fatto, evidentemente, non riconosciuto dai giapponesi.

Le due flotte continuano tutt’ora ad avvicendarsi pericolosamente nel Mare di Ross.

Di diverso avviso sono ovviamente le dichiarazioni che provengono dal Giappone. Già nello scontro avvenuto  una settimana addietro, l’Agenzia della pesca, aveva sottolienato la pericolosità delle azioni messe in atto da Sea Shepherd. I giapponesi, dal canto loro, parlano di una “boa di avvertimento” che gli ambientalisti avrebbero tentato di tranciare. Si potrebbe forse trattare,  del “cavo d’acciaio” che Sea Shepherd denuncia essere trainato in mare dai giapponesi per costringere ad un cambio di rotta le navi ambientaliste.

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