GEAPRESS – La conferma arriva da Sea Shepherd Australia. Le baleniere giapponesi stanno tornando a casa. A complicare la vita delle navi arpionatrici e di quella macello ha contribuito il maltempo. Un continuo susseguirsi di tempeste avrebbe  fatto desistere le baleniere, chiudendo così lo stagione di caccia.

Dunque dopo lo scontro avvenuto con le navi di Sea Shepherd (vedi articolo GeaPress) e le minacce, denunciate sempre dagli ambientalisti, dell’intervento della marina giapponese, l’operazione Zero Tolerance si chiude con un indubbio successo. Solo poche balene sarebbero state catturate dai giapponesi prima dello scontro con le navi ambientaliste.  La flotta giapponese riprese allora la via dei mari del sud, sperando di potere continuare a cacciare. Il maltempo, però, li avrebbe infine bloccati.

Gli equipaggi di Sea Shepherd imbarcati nelle quattro navi ambientaliste (Steve Irwin, Bob Barker, Sam Simon e Brigitte Bardot) si stanno ora dirigendo verso Melbourne in Australia, dove contano di arrivare intorno al 20 marzo.

Centinaia di balene stanno nuotando nel mare, invece di essere trasportate a Tokyo come pezzi di carne” ha dichiarato Bob Brown, presidente di Sea Shepherd Australia. Secondo Jeff Hansen, direttore australiano di Sea Shepherd, il Santuario delle balene è stato difeso, pur senza la presenza della marina australiana che era stata invece richiesta da Sea Shepherd.

Il ringraziamento di Sea Shepherd è ora rivolto a tutti quelli che hanno reso possibile il successo dell’operazione Zero Tolerance. Dai donatori e sostenitori fino ai bambini delle scolaresche che hanno avuto modo, nel recente passato, di visitare le navi ambientaliste incoraggiando gli equipaggi.

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