balene giappone
GEAPRESS – A partire dal mese di dicembre le navi di Sea Shepherd saranno nell’Oceano del Sud, per la sua undicesima campagna in difesa delle balene.

Dunque, nuove “battaglie” navali saranno possibili tra le baleniere giapponesi e le navi ambientaliste. Sea Shepherd ricorda a questo proposito come nel 2014 una sentenza storica emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dell’AIA ha dichiarato che il programma giapponese di caccia alle balene in Antartide non ha alcuna valenza scientifica. Questo, affermano gli ambientalisti, a dispetto delle loro dichiarazioni secondo cui la caccia alle balene sarebbe condotta a fini di ricerca scientifica. I giapponesi sono anche stati imputati di oltraggio alla Corte Federale Australiana per le uccisioni di balene nel Santuario dei Cetacei Australiano.

Se non riusciamo a fermare le balenerie in quello che è un riconosciuto santuario delle balene, in violazione di leggi sia australiane che internazionali, allora che speranza abbiamo di proteggere gli oceani del mondo?”. A dichiarato è Jeff Hansen, Direttore Generale di Sea Shepherd Australia il quale aggiunge che “dobbiamo opporre resistenza e proteggere le balene con tutte le nostre risorse”.

Dopo un anno di interruzione della caccia alle balene, la flotta baleniera giapponese è ritornata in Antartide la scorsa stagione, nonostante il loro programma, rivisto dopo la sentenza, fosse stato rigettato dalla Commissione Baleniera Internazionale. A morire sono state 333 Balenottere minori, di cui oltre la metà erano femmine gravide.

La comunità internazionale ha avuto due anni di tempo per appurare un eventuale adeguamento del Giappone alle decisioni della Corte Internazionale di Giustizia“, ha dichiarato il Capitano Peter Hammarstedt, Presidente di Sea Shepherd Australia. “Ma alla fine del 2015 la flotta baleniera giapponese salperà ancora una volta dal Giappone con le balene nel mirino degli arpioni”.

Delusa della mancanza di azione da parte della comunità internazionale, Sea Shepherd Global si sta preparando a ritornare in Oceano del Sud per proteggere le balene con un nuovo pattugliatore, la Ocean Warrior. Si tratta della nave più veloce della flotta di Sea Shepherd Global.

Per la prima volta avremo la velocità necessaria per raggiungere e superare le navi arpionatrici giapponesi, consapevoli del fatto che la velocità può essere il fattore decisivo per salvare la vita alle balene dell’Oceano del Sud”, ha dichiarato il Capitano Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global. Sea Shepherd stima di aver già salvato più di 5.000 balene nelle precedenti campagne Antartiche.

La Ocean Warrior arriverà in Australia alla fine dell’anno per sottoporsi ai preparativi finali per la campagna di azione diretta in Antartide 2016/2017. “Il nome dell’undicesima Campagna di Sea Shepherd in Difesa delle Balene in Oceano del Sud sarà Operazione Nemesis, dal nome della Dea Greca dispensatrice di inesorabile giustizia”, ha annunciato Hammarstedt.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati