GEAPRESS – Anisakis, ovvero un verme nematode parassita del pesce ma anche dei mammiferi animali. Una vendetta del pesce divorato, dal momento in cui l’Anisakis rappresenta la più diffusa dimostrazione di come il detto “sano come un pesce” sia solo il frutto delle nostre ignoranze veterinarie. Tonni, pesce spada, ma anche sgombri, alici, sardine, acciughe e molti altri abitanti del mare ne sono affetti. Mammiferi marini compresi e terrestri, come l’uomo. Uomo che, però, deve aver mangiato pesce malcotto e soprattutto fresco. Non esentano il rischio di contaminazione neanche marinature e salature.

L’Anisakis, una volta ingerito, se riesce a passare la mucosa intestinale, può causare fastidiosi e, in alcuni casi, gravi problemi di salute. Per prevenirlo occorrerebbe cuocere il pesce ad alte temperature e, per gli amanti delle mode orientali dell’ultima ora a base di pesce crudo, assicurarsi che sia stato preventivamente congelato a decine di gradi sottozero. Nella comunità internazionale non c’è uniformità di vedute sulla durata del congelamento e le temperature da raggiungere. Si oscilla da meno 35 gradi per una settimana ai meno venti per 96 ore. Non a caso le statistiche più costanti nel tempo di parassitosi da anisakis, si registrano in quei paesi avvezzi a mangiare pesce o suoi derivati crudi. Inutile aggiungere che, tra questi, compare il Giappone con il suo sushi e sashimi.

Del rischio anisakis, ma anche di una corretta comunicazione sull’argomento, se ne è parlato ieri nel corso di una tavola rotonda organizzata dall’Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. In sintesi questo il risultato più evidente, così come riportato dalla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva: “non può esistere il rischio zero visto che il parassita è ubiquitario in tutti i mari e quindi naturalmente presente nei pesci, ma a questo ci si può avvicinare se tutti gli attori della filiera, dagli OSA ai consumatori finali, gestiscono correttamente il prodotto ittico secondo quanto previsto dalle normative comunitarie e nazionali che affidano alla prevenzione un ruolo decisivo attraverso le attività di controllo e informazione“.

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