GEAPRESS – Ce la siamo presa con le baleniere giapponesi, forse ora impegnate a far rientro in patria a prescindere dalla protesta animalista. Ed invece in Europa, abbiamo i “nostri” che in assoluta tranquillità continuano a trafiggere ed a mangiare, sebbene per il mercato prevalentemente estero. Stiamo parlando dell’Islanda che tra non molto potrebbe entrare nella comunità europea. Nel 2009 di balenottere ne hanno ammazzato 127, mentre l’anno successivo furono 148. E per quest’anno? Ancora non si sono degnate di farlo sapere e nessuno conosce i loro piani di prelievo.

Una faccenda spinosa che potrebbe creare dei problemi per l’entrata tra i paesi dell’Unione. In fin dei conti, siamo comunque in Europa dove a volte le cose vanno in maniera diversa, rispetto, ad esempio, al Veneto del Governatore Zaia che, in deroga, riesce a fare sparare a specie di uccelli protetti altrove. Come farà l’Islanda per le balene?

I balenieri giapponesi, denuncia l’IFAW (International Found for Animal Welfare) hanno già molti problemi con i loro stessi concittadini, molti dei quali desiderosi di farla finita con la strage delle balene, in aggiunta a ciò da quest’anno vi è stata l’opposizione di ben 11 stati tra cui gli Stati uniti, la Nuova Zelanda ed il Brasile. Vedremo, tanto ancora non è dato sapere.

In Islanda la caccia alle balene, iniziata con pseudo propositi scientifici (come nel Giappone)  è praticata da un unico baleniere, tale Kristjan Loftsson (nella foto con la barba, accanto al Ministro della pesca islandese). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).