GEAPRESS – La Commissaria Europea Ue alla pesca Damanaki, aveva annunciato pochi giorni addietro l’intenzione di ridurre le quote pesca del tonno rosso. Su di lei erano subito piovute le critiche delle associazioni di pesca italiane ( vedi articolo GeaPress) secondo le quali la Commissaria, prima di esprimersi, doveva essere più scientifica e meno politica. Cosa che, detta così, sa più di beffa, visto che per la pesca, e del tonno rosso in estinzione in particolare, il problema è molto più politico che scientifico.

L’intervento della Damanaki arrivava poco prima della riunione che si è tenuta giorno 26 a Strasburgo. A parteciparvi i Ministri dei paesi UE del settore pesca, e tra questi il nostro Galan che proprio ieri ha diffuso entusiasticamente i dati di repressione contro la pesca di frodo portati a termine dalla Guardia Costiera. Fatto, quest’ultimo, confermabile anche dagli articoli presenti nella apposita sezione “mare” di GeaPress relativi proprio agli interventi continui delle Capitanerie di Porto. Nulla dice sul risultato della riunione di Strasburgo. Ci pensa il WWF. La Commissaria Damanaki voleva un mandato forte per portare alla prossima riunione dell’ICCAT ( Commissione Internazionale per la protezione del tonno atlantico ), che si svolgerà il prossimo novembre, un ridimensionamento delle quote di prelievo assestabile intorno 6000 tonnellate? L’Italia, invece, conferma il prelievo a 13.500 tonnellate! Un fatto grave che impedirà tra l’altro di rispettare la Direttiva Europea che impone ai paesi membri di ricostituire entro il 2020 gli stock naturali ormai fortemente menomati dalla pesca. Affinché ciò possa accadere in accordo con i dati scientifici prodotti dall’ICCAT, la quota di tonno deve necessariamente essere inferiore alle 6.000 tonnellate. Cosa succederà quando l’Italia ed altri paesi oltranzisti proporranno i proprio maxi prelievi?

Accadrà non solo che i tonni saranno sempre meno (finché, probabilmente, li estingueremo del tutto in una scatoletta sott’olio) ma anche che nel 2020 il mancato rispetto della Direttiva peserà, in termini di multe, sui cittadini tutti. Ma di qua al 2020 Galan chissà dove sarà, i pescatori avranno (stra)prelevato anche grazie ai contributi pubblici, ed una nuova generazione dovrà affrontare di tasca propria l’incoscienza pregressa. Come dire, non solo consegneremo un mondo sempre più povero ma anche più costoso.

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