GEAPRESS – L’ultimissimo è di ieri sera. In una operazione congiunta dei mezzi navali e di terra dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, è stato bloccato nel porto di Trappeto (PA) un natante che aveva peraltro al comando un pescatore non abilitato.

I Carabinieri riscontravano inoltre la presenza del cosìddetto “tartarone” ovvero una rete vietata, del tipo a sciabica fornita di maglie molto fitte. In pratica serve a catturare, trainando la rete in mare, la neonata di sarda, ovvero il “bianchetto” per il quale quest’anno l’Italia non ha avuta assegnata alcuna quota di pesca.

E’ verosimile che tornate le buone condizioni metereologiche, questo tipo di pesca potrà intensificarsi, tanto da indurre i Carabinieri ad intensificare i controlli proprio per prevenire ulteriore prelievo di novellame particolarmente dannoso per l’habitat marino.

Eppure la pesca del bianchetto, nonostante i divieti, sembra non conoscere sosta. Appena due giorni addietro la Capitaneria di Porto di Palermo aveva dato notizia del sequestro di ben 70 chilogrammi di bianchetto ai danni di cinque venditori di Villabate (PA). Oltre al bianchetto la stessa Capitaneria ha inoltre sequestrato dieci chilogrammi di cicirello perchè sotto misura. Questo pesciolino, peraltro, viene pescato anche in acqua dolce tra cui lo stesso, inquinato, fiume oreto che attraversa la città di Palermo.

Poche ore prima di quest’ultimo sequestro la Guardia Costiera della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro, aveva portato a cento i chilogrammi di novellame sequestrati dall’inizio dell’anno. Gli ultimi dieci, infatti, sono stati sequestrati all’alba di venerdì scorso nella riviera dei saraceni nel lungomare trebisacce. Cinque denunciati, deferiti all’Autorità Giudiziairia di Castrovillari. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).