manifesto yulin
GEAPRESS – E’ stato bloccato intorno alle 6.00 di stamani, ora locale. Un camion con all’interno una sessantina di cani e circa 150 gatti, fermato dagli animalisti cinesi nel mercato di Dong-Ko. Gli animali erano destinati per il festival che a Yulin  aprirà i battenti tra due giorni.

Ormai da tempo, però, tutto era pronto. Secondo Andrea Gung, Direttore esecutivo del’ONG Animal Project, il fatto che nel camion siano stati trovati appena 60 cani confermerebbe  che la maggior parte erano stati macellati e congelati nei giorni scorsi.

Bisognerà ora attendere l’evolversi della situazione. Se il carico è regolare (animali tracciabili e con quarantena) oppure rubati o prelevati dalla strada. Solo in questo caso i poveri animali potranno essere affidati agli animalisti cinesi che ancora volta rischiano personalmente, addirittura fin dentro il mercato di Yulin.

Sembra che dopo l’intervento degli animalisti,  i venditori di carne di cane si siano spostati in un’area diversa.

Già lo scorso maggio Peter Li, reponsabile cinese della Humane Society International, era entrato nei macelli di Yulin documentando la “lavorazione” di cani e gatti (vedi articolo GeaPress), ma gli appelli lanciati a livello internazionale sembrano per ora caduti nel vuoto.

Si vedrà nei prossimi giorni come si svilupperà la protesta. Altre associazioni, come Compassion for China’s Animals, sono attualmente presenti nella città cinese. Anche quest’anno, però, tutto sembra pronto. La presenza di tanti attivisti cinesi, però, conferma come il mangiare carne di cane e gatto non è un’abitudine condivisa.

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