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GEAPRESS – Leggi contro il maltrattamento di animali e leggi sempre più severe. Lo chiedono ormai i cittadini di molti paesi del mondo e lo chiedono, a volte, a seguito di gravi episodi di cronaca. E’ successo così, ad esempio, nello Stato messicano di Puebla, dove tra non molto potrebbe essere discussa una legge che prevede fino a cinque anni di prigione per chi maltratta gli animali. In questo caso un giovane aveva postato sul suo account Facebook, orrende foto di Pit bull ai quali venivano fatti sbranare dei gatti oltre che cuccioli appesi per le orecchie (vedi articolo GeaPress).

Il nuovo episodio è ora occorso nella città di Tekax a sud dello Stato messicano dello Yucatán. In questo caso la legge è stata appena approvata. Carcere da tre mesi a tre anni (massimo superiore a quello previsto in Italia) ed una forte sanzione pecuniaria. A non essersi accorto della nuova legge, però, è stato un uomo di 35 anni ripetutamente fotografato mentre era intento ad andare in bicicletta. Oggetto degli scatti di una signora che ha poi dovuto subire le minacce del giovane (a quanto pare, si era infastidito di essere fotografato nonostante gli inviti a fermarsi) erano però due cagnolini, orrendamente tirati al guinzaglio. Uno è risultato morto. Il secondo, invece, era ormai in fin di vita.

Rimasti senza risposta gli inviti a fermarsi e dovendo subire pure le minacce del giovane, la signora si è  rivolta alla polizia ma, stante quanto riferito dai media messicani, anche in questo caso non è successo nulla. Mancava l’ordine superiore e poi la pattuglia era rimasta senza rifornimenti di carburante.

La  vicenda è ora finita sul tavolo del Procuratore Generale mentre la signora è assistita dai volontari dell’Associazione Messicana per i Diritti degli Animali (Amedea). Agli atti anche le iniziali reazioni del giovane. Con fare strafottente aveva risposto divertito.

Un’evoluzione positiva, nonostante tutto, quella che sta avvenendo nella legislazione di alcuni Stati messicani. Per chi abituato a vedere questi paesi in modo sostanzialmente retrogrado, basti però sapere che l’Italia si è sdoganata dal vecchio reato di contravvenzione del maltrattamento di animali, solo nel 2004 e solo per alcune fattispecie limitate esclusivamente al dolo.

Nonostante molti spot  di alcuni settori animalisti  inneggianti al carcere grazie alla legge 189/04, ciò non corrisponde al vero nella quasi totalità assoluta dei casi. Le pene reclusive previste sono infatti ben al di sotto della soglia di punibilità. La legge italiana, inoltre, tutela le competizioni (ovvero anche i combattimenti) tra animali se autorizzati, al pari di quanto avviene in Messico per la corrida. Un esempio, in Italia, vale questo per i combattimenti tra vacche e tra capre in alcune regioni del nord Italia. La legge italiana contro i maltrattamenti si autosclude, inoltre, dal campo di applicazione di palii, giostre ed altre competizioni con animali (in genere corse di cavalli, ma anche di buoi) se inserite in un elenco regionale di manifestazioni storiche. Inutile aggiungere che le stesse regioni hanno subito predisposto l’elenco.

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