GEAPRESS – Lavora per una ditta del Wyoming e di professione fa il trapper. Secondo le associazioni animaliste americane in pochi anni di attività questa ditta avrebbe ucciso milioni di animali, ma ora i dirigenti prendono le distanze dal loro “trapper”, dichiarando di avere avviato una indagine interna e di non tollerare abusi sugli animali.

Il trapper, però, quegli abusi li aveva addirittura pubblicati su facebook e nessuno, prima dell’intervento delle Associazioni americane, aveva denunciato. Fotografie con i lupi sanguinanti e lui, sorridente, nello scatto fotografico. Poi i coyote ed altri animali vittime di un presunto impegno in favore della convivenza con l’uomo. Convivenza però evidentemente portata avanti anche a suon di tortura e ben remunerata. Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I cani del trapper aizzati contro un povero coyote rimasto intrappolato nella tagliola. I cani lo circondano e lo azzannano. Il coyote inizia a latrare. Non solo gli è impedita la via di fuga ma cercando di allontanarsi tira sempre più sulla zampa bloccata dalla tagliola. Infine l’esito. Del coyote rimane solo una sagoma indistinguibile color terra. Lui, il trapper, si farà fotografare contento e felice del suo sterminio.

Piccola curiosità “trapper”, volendo verosimilmente sottolineare la professionalità della figura, è altresì il termine utilizzato dalla Provincia di Cremona per finanziare la specializzazione dei cacciatori di nutrie. Cacciatori che possono agire con fucile oppure con il “kit di soppressione” al cloroformio fornito dalla Provincia. Uno di questi trapper, o persona da loro specializzata, è però finita nei guai per avere ucciso a badilate e sotto gli occhi di una telecamera, una povera nutria nel centro di Cremona (vedi articolo e Video). Su di lui sta ora indagando la Polizia Municipale (vedi articolo GeaPress).

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