GEAPRESS – L’uccisione dei cani di Vieste, scoperta la mattinata del 24 febbraio scorso (vedi articolo GeaPress) continua a presentare, a distanza di  dieci giorni, nuovi sconvolgenti particolari. Ne da comunicazione l’A.N.P.A.N.A. i cui volontari avevano provveduto a salvare dalla strada i poveri randagini, finiti poi con il cranio sfondato a colpi di spranga o annegati.

Otto cani e non sei, come riferito in un primo momento. Non tutti cuccioli, ma anche quattro meticci adulti. Ieri le risultanze degli esami autoptici pervenute ai volontari dell’A.N.P.A.N.A. Quattro cani sarebbero morti per sfondamento del cranio ed in generale per le bastonate ricevute in altre parti del corpo. Questo anche per due dei quattro animali che presentavano ferite meno appariscenti, senza cioè sangue fuoriuscito o perdita di materia cerebrale.

Poi i quattro cuccioli gettati dentro un pozzo colmo d’acqua. La loro morte è avvenuta per annegamento. Cosa plausibile anche per i due animali trovati stamani grazie all’intervento del gruppo PEGASO della Protezione Civile (vedi foto). Per questi ultimi due, sarebbe già stata presentata l’integrazione alla denuncia pervenuta ai Carabinieri di Vieste.

Secondo l’A.N.P.A.N.A., che collabora con le sue Guardie alle indagini dei Carabinieri, il podere appartiene ad una persona che ha sempre dato una mano ai randagi. Un luogo recintato e che sarebbe stato violato proprio per massacrare i cani.

Per fortuna, vi è almeno una nota meno tragica. La madre dei  quattro cuccioli, che non era stata colpita dalla mano criminale, è stata adottata in questi giorni. L’A.N.P.A.N.A. sottolinea però lo shock che ha colpito le volontarie dell’associazione che a Vieste si prodigano per i randagi. Tutti i cani massacrati, infatti, erano stati tolti dalla strada grazie ai volontari della sezione A.N.P.A.N.A. di Vieste, in collaborazione con l’ASL locale. Animali che erano stati microchippati, vaccinati, sterilizzati e dati in adozione proprio nel podere in questione.

Le scene che si presentarono lo scorso 24 febbraio ai volontari chiamati dagli adottanti, furono sconvolgenti. I corpi di due cuccioli, infatti, vennero visti galleggiare all’interno del pozzo. I quattro adulti, invece, erano stati massacrati. Due di loro vennero trovati in un lago di sangue con il cranio sfondato. Il referto autoptico diffuso oggi, riferisce come anche per le due cagnoline che non presentavano segni esterni, la morte è sopraggiunta per sfondamento cranico.

Ossa rotte, riferisce nel suo comunicato l’A.N.P.A.N.A., quasi sicuramente a sprangate. Un gesto orribile, di una crudeltà indescrivibile e inspiegabile, che ha lasciato basiti e sconvolti i volontari di tutta Italia.

Le Istituzioni di Vieste hanno immediatamente mostrato la loro solidarietà – ha dichiarato Francesco Pellecchia, Presidente Nazionale A.N.P.A.N.A. – attraverso lettere di supporto alla nostra sezione sul territorio e organizzando congiuntamente ai nostri volontari una manifestazione pacifica per domenica 10 marzo per le strade di Vieste. Obiettivo primario della manifestazione – ha spiegato il Presidente dell’A.N.P.A.N.A. – è, nel ricordo dei piccoli così crudelmente massacrati, affermare il nostro sdegno e il nostro totale rifiuto nei confronti di qualsivoglia violenza verso gli animali”.

La manifestazione partirà da Piazzale Aldo Moro a Vieste domenica 10 marzo, con ritrovo alle ore 10.00. Si stanno organizzando pullman e trasporti condivisi dalle zone limitrofe e per quanti non potranno essere presenti di persona per via della distanza, l’Associazione chiede di esporre un lenzuolo bianco alla finestra in segno di solidarietà e di pace.

Le indagini sono ancora in corso – riferisce Vincenzo D’Adamo, Vice Comandante Nazionale delle GEZ A.N.P.A.N.A. – Le nostre Guardie, unitamente ai Carabinieri di Vieste, stanno raccogliendo informazioni per risalire al colpevole o ai colpevoli di questo gesto scellerato. Il Comune di Vieste ha già confermato l’intento di costituirsi parte civile nel procedimento per il massacro di Tura, Chicco, Nerina, Lillo, Lele e Pepe, e ringraziamo i Carabinieri, il Sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, l’Ufficio Ambiente del Comune di Vieste, le Istituzioni e tutti i cittadini e i volontari che da ogni parte d’Italia hanno espresso la loro solidarietà ai nostri colleghi. Confidiamo – ha concluso il responsabile A.N.P.A.N.A – che i responsabili di questo atto vile e crudele possano essere individuati e assicurati alla giustizia e preghiamo chiunque abbia informazioni attendibili di recarsi alla Stazione dei Carabinieri di Vieste”.

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