GEAPRESS – E’ tornato a casa trafitto da una freccia. Pier, il gatto di Creazzo (VI), si è infine adagiato nei pressi del giardino, immobile. La testa china e la freccia che lo trafigge, da parte a parte.

Il gatto viene subito recuperato e trasferito in un clinica specializzata di Vicenza. Il referto del dott. Andrea Rubin riporta tecnicamente tutto il dramma del povero Pier: “il gatto presenta un dardo infilato nel sottocute, tramite un foro di entrata nella spalla destra e uno di uscita nel fianco sinistro all’altezza della terza vertebra lombare. Il soggetto si presenta in stato di forte shock ipotermico. Il dardo è stato tolto con la somministrazione di anestesia totale“.

Tutto sommato, Pier è stato anche fortunato. Sarebbe bastato una live variazione di tiro e la freccia avrebbe inflitto danni ben più gravi.

I fatti sono successi lo scorso 24 settembre, ma sono stati resi noti oggi dal Coordinamento Protezionista Vicentino. Pier ora sta meglio, ma la proprietaria è ancora scossa per quanto successo. Il gatto si è sempre allontanato al massimo poche centinaia di metri dalla casa e non aveva mai creato problemi. Del resto, ad avvisare quel giorno la proprietaria, erano stati proprio i vicini. Pier aveva infatti finito di arrancare, nei pressi di alcuni giardini limitrofi alla propria casa.

Il dolore è forte e non solo per il gatto. “Chi fa del male a loro, ai poveri animali, fa del male a chi gli vuole bene” riferisce la padrona del gatto “Vederlo terrorizzato per un minimo rumore come il ronzio di una mosca, mi crea tutt’ora grande angoscia” aggiunge la signora.

Le Guardie Zoofile stanno ora indagando sul caso, raccogliendo informazioni ed altri indizi utili a rintracciare chi ha voluto infierire in maniera così crudele. Cattiveria aggiunta, visto che dall’analisi delle freccia, è risultato come la stessa fosse stata opportunamente tagliata. Forse anche un tentativo per nascondere la propria firma, riferiscono le Guardie Zoofile.

Il gatto Pier – riferisce Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino – è stato baciato dalla dea bendata, ma si tratta già di un centinaio di animali, solo nella provincia di Vicenza, che dall’inizio dell’anno sono stati colpiti dai fucili da caccia, dal veleno, dalle trappole ed ora anche dalle frecce”. Armi, purtroppo, che stanno diventando sempre più di moda. Frecce che finiscono su volpi, ungulati ed animali domestici. Occorrerebbero nuovi strumenti di indagine ed una legge più severa.

La richiesta riguarda altresì la stessa Procura della Repubblica, alla quale Renzo Rizzi, chiedo di dotare gli agenti zoofili di tutti gli strumenti previsti. “Questi reati – spiega il portavoce del Coordinamento protezionista Vicentino – vanno trattati con particolare attenzione, in quanto la morte violenta di un amico a quattro zampe, coinvolge emotivamente e negativamente tutta la famiglia, bambini compresi“.

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