GEAPRESS – Rocco aveva finalmente trovato chi badava a lui. Una cuccia e cibo quotidiano. Era un randagino di Valdagno, in provincia di Vicenza. Poi un giorno viene trovato agonizzante dentro la cuccia. Provano ad accarezzarlo e Rocco ricambia con pochi lenti scodinzolamenti. Poi la corsa dal veterinario che purtroppo non è servita. Il primo referto non lascia spazio ai dubbi. Un colpo di arma da fuoco gli aveva reciso trachea ed esofago.

I volontari dell’ ENPA di Arzignano, però, non si danno pace e fanno eseguire l’esame autoptico del cagnetto.

Si scopre così che su Rocco qualcuno si è divertito sparando non uno ma quattro fucilate con diversi tipi di munizioni. Il suo corpo era stato forato dai pallettoni per la caccia alla lepre, poi dai pallini per uccidere gli uccellini, dal grosso proiettile per la caccia agli ungulati e per finire un pallino di piombo di quelli per i fucili ad aria compressa.

Un episodio agghiacciante che la dice lunga sul senso di impunità che regna su chi maltratta gli animali. I fatti sono accaduti due mesi addietro ma ancora non si è riuscito a rintracciare il colpevole. E’ pur vero, però, che una tale collezione di armi da caccia seleziona in qualche maniera la cerchia dei sospettati. Sebbene qualche nome stia girando non vi sono ancora le prove sufficienti per denunciarlo.

Verrebbe da dire arrestarlo, ma la legge 189/04 sul maltrattamento di animali prevede pene di gran lunga inferiori finanche all’arresto in flagranza di reato. Inoltre la pena più probabilmente inflitta (se mai si arriverà al grado di giudizio definitivo) è la multa, la cui previsione minima (in genere quella più facilmente contestata) non fa certo paura, anche in funzione del probabile ricorso al rito abbreviato, e perciò all’ulteriore sconto di pena. Non solo. La normativa non consente di utilizzare, per questo reato, le indagini ambientali che forse, potrebbero portare all’individuazione del colpevole.

Insomma, il non molto ignoto assassino di Rocco è in una botte di ferro. Per tale motivo la LAC del Veneto ha messo una taglia per rintracciare il colpevole. Particolare ancor più agghiacciante, l’assassino si è avvicinato a Rocco facendo finta di dargli da mangiare. Rocco si è fidato ed è stato quattro volte impallinato. Per le segnalazioni scrivere a LAC Veneto, via Cadore, n.15/C interno 1 31100 Treviso. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).