GEAPRESS – Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore apprendere come un procedimento penale, inizialmente relativo al reato di maltrattamento di animali, si è concluso con l’obbligo di restituzione dei cani che erano stati sequestrati. L’allora imputato dichiarò che le condizioni che avevano giustificato il sequestro, erano dovute ad un problema familiare. Sta di fatto che il reato venne derubricato in quello molto più blando di abbandono (un reato di semplice natura contravvenzionale). L’imputato preferì oblare e il Giudice ha ora disposto la restituzione dei cani.

La vicenda è avvenuta nel Comune di Arcugnano, in provincia di Vicenza. Una struttura che non aveva bisogno di molte descrizioni (vedi articolo GeaPress), tanto che la Magistratura convalidò subito il sequestro accettando l’affidamento ai privati. Il tutto venne curato dall’ENPA di Vicenza il cui lavoro, riferisce il dott. Alessandro Nogara a GeaPress, è stato meraviglioso.
Chi è il dott. Nogara? E’ l’affidatario di uno dei cani di Arcugnano.

“Le sentenze vanno rispettate – dice il dott. Nogara – ma sono sicuro che si troverà una soluzione. China, così l’abbiamo voluta chiamare, era un cane spaventato. Quando è stata sequestrata, aveva sei mesi e per altri sei mesi è stata ospite presso la struttura dell’ENPA di Vicenza. Mi creda – continua il dott. Nogara – a quei volontari ho visto fare l’impossibile, a China non è mancato niente”.

I volontari dell’ENPA ricordano ancora lo stato nel quale vennero trovati i cani. Per portarli via bisognava prenderli in braccio. Erano talmente spaventati che si urinavano addosso. Il fetore era insopportabile. Poi il pane gettato nel fango. Un lavoro duro, quello dell’ENPA, condotto con tanto amore. Dopo sei mesi di riabilitazione China è arrivata a casa della famiglia Nogara. Per il Magistrato è tutto a posto. China ottiene l’affidamento.

“Sono un po’ restio a parlarne – ci dice il dott. Nogara – China è qualcosa di molto intimo, tutt’uno con la nostra famiglia. Ora è un cane equilibrato. E’ pienamente inserita in famiglia. Ha la sua branda, il giardino, il peluche che condivide con l’altro nostro cane. Sono inseparabili, ma lo è con tutti noi. La dovrebbe vedere quando gioca, quando ci segue con lo sguardo, come si fa ben volere. China – conclude il dott. Nogara – è un componente della nostra famiglia”.

E invece no. Il proprietario del canile la rivuole. La verità è stata sbattuta in faccia. Arrivata come un bomba a ciel sereno, si direbbe. Il cane sequestrato a Carmugnano è per legge un oggetto che è stato portato via dall’Autorità Giudiziaria. Poi si potrà discutere di altri aspetti, ma nel Codice Penale non c’è molto sentimento salvo che in alcune importanti interpretazioni giurisprudenziali. Ci sarebbero poi, hanno sostenuto all’ENPA di Vicenza, dei possibili vizi nelle comunicazioni della decisione finale.

Tutto è ora nella mani dello Studio Legale dell’Avvocato Maria Caburazzi, esperta della materia che sta fornendo l’assistenza legale all’ENPA. I volontari, dal canto loro, fanno quadrato attorno ai cani, ma tengono a precisare che bisogna rimanere nei termini di legge.

 “Non può essere vero – continuano a dire – dopo tutto quello che abbiamo dovuto fare per riabilitarli. Ma non è questo il problema. Quegli animali – aggiungono – erano terrorizzati, come può essere che vengono restituiti quando da molto tempo sono andati in felice adozione?”.

Può, in definitiva, trattarsi un cane come un’automobile sequestrata? In questi casi, poi, i proprietari, una volta che il mezzo viene restituito, lo portano a rottamare. Inservibile, dopo un anno o più di fermo. Questa, invece, sa di storia al contrario. Cosa dovevano fare i volontari, lasciare forse i cani in quel posto? Non era certo un … garage per automobili.

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