cane impiccato
GEAPRESS – Con tutta probabilità appartenevano alla cagna trovata impiccata nei pressi dell’aeroporto di Vibo Valentia.

Le foto del ritrovamento, avvenuto nella giornata di ieri, sono state subito postate sul web proprio nel giorno in cui a Sangineto (CS) si manifestava in ricordo di Angelo (vedi articolo GeaPress) il cane impiccato e preso a colpi di mazza.

Un nuovo orrendo che scuote le coscienze. A Vibo Valentia, dietro il povero cane, era pronto un secondo cappio, a quanto sembra non utilizzato. I cuccioli dovrebbero ora trovarsi presso il canile di Vibo.

Un fenomeno che a giudicare dai fatti di cronaca, non è poi così raro e che trova probabilmente una delle sue radici negli effimerie pene previste dalla legge. Anche in questo caso si invocano esemplari punizioni come ad esempio, giusto o sbagliato che sia. Non si considerà, però, che i reati previsti dal Codice Penale, pur citando la terminologia di “reclusione” o di “arresto” (come nel caso di abbandono) non comportano, in realtà, limitazioni alle libertà personale. La previsioni di pena massima (24 mesi per l’uccisione di animali e 18 mesi per il maltrattamento) sono infatti ben al di sotto di quelle minime (4 anni) valide per scontare anche un solo secondo di prigione.  Terminologie giuridiche (arresto, reclusione, detenzione) che sono servite a pubblicizzare molto bene la legge 189/04 sul maltrattamento degli animali, ma che in pratica non conducono a quello che si pensa, con buona pace di Forze dell’Ordine e Magistrati contro i quali a volte ci si scaglia accusandoli ingiustamente di non avere condotto in prigione i responsabili.

Le pene più alte finora inflitte in Italia, arrivano a poco più di diecimila euro.

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