GEAPRESS – Della cosa ce ne eravamo occupati recentemente (vedi articolo GeaPress), sebbene riferito al Piemonte. Il problema è quello di un numero massimo di animali detenibili in casa, vicenda che ora si ripropone a Nepi (VT). In una casa di campagna, Barbara e Francesco avevano accolto 26 cani salvati dalla strada. Hanno un giardino e lo avevano messo a disposizione. Niente da fare. Il Sindaco di Nepi, supportato da un parere dell’ASL, contesta ai due l’Ordinanza che impone non oltre cinque cani nelle case. Anzi, avrebbe portato via pure i cinque cani. Neanche il tempo di aspettare l’esito del ricorso al TAR avverso al provvedimento sindacale che riferisce dell’esigenza di trovare “idonea collocazione per i cani in esubero“.

Scattano le mail di protesta. Il network animalista AgireOra coordina l’invio. L’Ordinanza è ingiusta, dicono. Barbara e Francesco hanno salvato dei cani dalla strada, sopperendo alle mancanze del Comune. E poi, la loro casa è in campagna. Non si capisce come possa creare nocumento all’igiene.

L’arrivo delle mail spinge così il Sindaco di Nepi, Franco Vita, ad una risposta. Richiamando proprio la parte di una legge regionale che stabilisce come gli animali domestici non devono arrecare nocumento all’igiene ed alla quiete (così come invece evidenziato dai verbali di sopralluogo) impone la sua Ordinanza sul numero massimo di cani detenibili. In definitiva, dice il Sindaco, se Barbara e Francesco volevano detenere 26 cani, dovrebbero costruirsi un canile a norma di legge.

Sembra quasi, però, che Barbara e Francesco questi 26 cani li avessero (magari acquistati) per diletto e non, come invece è stato, salvati dalla strada.

Sulla vicenda interviene anche la LAV di Tarquinia con la sua Responsabile Christiana Soccini la quale tiene a precisare come in “un territorio pesantemente colpito da abbandoni e maltrattamenti ci si aspetterebbe che i Sindaci, primi responsabili della (cattiva) gestione del randagismo, facessero di tutto per aiutare quei cittadini che, a spese loro, suppliscono faticosamente alle inadempienze delle amministrazioni locali“. Ed invece ecco la soluzione, tutta da verificare anche sull’idoneità della struttura ove il Sindaco ha imposto il trasferimento dei cani di Barbara e Francesco. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).