GEAPRESS – Detenuti in buona parte all’aperto, senza riparo e con catene fisse. In tal maniera i sette cani da caccia erano costretti a camminare tra i loro escrementi. Così sarebbero stati rinvenuti, dalle Guardie OIPA di Verona e dai Carabinieri di Parona, i sette poveri cani, costretti in un terreno privato del veronese. Alcuni di loro erano inoltre rinchiusi in stabulari angusti e costruiti con mezzi di fortuna. Da bere, acqua putrida.

I controlli delle Guardie Zoofile dell’OIPA hanno evidenziato anche la mancanza dei documenti sanitari attestanti la buona salute degli animali, oltre che l’autorizzazione necessaria a detenere più di cinque cani in luoghi privati. Constatate le condizioni di totale illegalità, le Guardie hanno quindi disposto il sequestro degli animali, subito affidati al canile convenzionato con il Comune di Verona, e delle strutture, oltre a denunciare il proprietario per il reato di “detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze” (art. 727 CP). Tali condizioni sono state accertate anche dal Medico Veterinario nominato ausiliario di Polizia Giudiziaria, presente sul posto insieme alle Guardie e ai Carabinieri.

I controlli che effettuiamo sia su segnalazione sia come vigilanza sono volti a reprimere questo tipo di reati, ma anche a far comprendere che chi detiene animali per qualunque scopo (sia d’affezione o per allevamento) deve accudirli in maniera adeguata e secondo quanto prescrive la legge – ha sottolineato Massimiliano D’Errico, Coordinatore delle Guardie zoofile OIPA di Verona – Fondamentale è la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che dimostrano sempre grande sensibilità verso i più deboli, sia umani che animali”.

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