GEAPRESS – Cani da baracca, cani da guardia. Avviene nella laguna veneziana, dove gli animalisti locali hanno documentato alcuni cani posti a difesa delle baracche da pesca, specie tra Chioggia e Pallestrina. Cani che a detta di alcuni frequentatori dei posti, rimangono tutta la vita sulla baracca. Del resto alcuni di questi capanni, sono a tutti gli effetti delle palafitte, totalmente isolate dalla terra ferma e raggiungibili solo a bordo di una barca.

Cosa succede quando stanno male? Secondo alcuni vengono presi e gettati in mare. Del resto in alcune spiagge limitrofe, sono stati rinvenuti i poveri resti.

Una situazione indecente e non più tollerabile, soprattutto se le autorità preposte non intervengono. Bene che vada, dicono gli animalisti, quei cani patiscono il freddo. La baracca da pesca non è un posto dove tenere i cani, dicono indignati. Per questo hanno inviato mail con foto allegate alle autorità preposte. Oggi la risposta del Presidente della Provincia Francesco Zaccariotto, che ha espresso il suo disappunto per la questione.

«Accolgo la segnalazione, – ha dichiarato Zaccariotto – è davvero difficile trovare aggettivi per definire questi maltrattamenti nei confronti degli animali” . Il Presidente parla di una sorta di vero e proprio lager predisposto per i cani da guardia resi ancor più aggressivi per denutrizione. “Se tutto ciò corrispondesse al vero – ha aggiunto il Presidente Zaccariotto – mi chiedo come potremmo definire queste persone, che sembrano non avere nessuna pietà, nessuna umanità”.

Sarebbe auspicabile – dice a GeaPress un’animalista che ha denunciato i fatti – che il Presidente disponga, anche con l’ausilio della Polizia Provinciale, attenti controlli nei capanni da pesca, verificando sia le condizioni di detenzione dei cani ed anche il regolare adempimento agli obblighi dell’anagrafe canina. Quello non è un posto dove possono essere tenuti i cani, che di fatto sono abbandonati e fatti diventare cattivi per difendere il capanno da pesca”.

Vedremo. Il Presidente ha chiesto, dopo la verifica dei fatti, che si proceda contro questi “delinquenti” con le pene previste dalla legge e senza alcuno sconto.

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