boccone avvelenato
GEAPRESS – E’ intervenuto direttamente il Sindaco di Vastogirardi, in provincia di Isernia, per interdire l’accesso in un’area naturale ove il Corpo Forestale dello Stato ha individuato ben otto bocconi avvelenati.

L’Ordinanza del Sindaco fa seguito ad altro provvedimento, emesso anni addietro dal Ministero della Salute. L’area è stata tabellata ed interdetta ad ogni accesso.

Il veleno, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, era destinato ad uccidere animali sia domestici che selvatici. Era già successo giorni addietro ad Isernia dove a morire era stato un cane di proprietà di un Medico Veterinario dell’ASREM. La nuova segnalazione è invece pervenuta al Comando Stazione Forestale di San Pietro Avellana. Un’altro cane padronale che aveva manifestato chiari segni di avvelenamento. I sintomi si erano verificati dopo che era stata percorsa una zona rurale. Alcuni giorni fa, sempre a Vastogirardi, altri due cani erano morti avvelenati.

Nei luoghi è così stato disposto l’arrivo del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Corpo forestale dello Stato, proveniente dal Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga. Da qui il ritrovamento delle otto esche ed il provvedimento del Sindaco. I bocconi saranno esaminati dall’Istituto Sperimentale Zooprofilattico per l’Abruzzo ed il Molise, sede di Isernia

Il Corpo Forestale dello Stato ricorda come l’uso di esche e bocconi avvelenati rappresenta una pratica ancora molto diffusa. Sempre secondo la Forestale si evincerebbe la presenza di picchi nell’uso di tali sostanze in occasione delle stagioni tartuficole, di quella venatoria e della monticazione del bestiamo.

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