GEAPRESS – Da 23 giorni legato ad una corta catena, peraltro attaccata ad muro, talmente in alto da impedire di fatto un riparo nel magazzino pieno di cianfrusaglie che dovrebbe fargli da cuccia. Il povero cane color arancio fa di tutto per farsi notare e grazie alla bontà di chi  è nei pressi, non è ancora morto di fame.

Il tutto accade a Valderice (TP) e a denunciare alla Magistratura è ora Enrico Rizzi, Coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo).

E’ da giorni che il cane è costretto in quelle condizioni – dichiara il Coordinatore del PAE – mi chiedo come chi proposto ai controlli non si sia accorto di quell’animale. Non ha neanche acqua e di fatto è costretto a stare tra i suoi stessi escrementi“.

Nella denuncia, presentata alla Caserma dei Carabinieri di Valderice, viene altresì chiesto all’Autorità preposta di attivarsi affinché l’eventuale reato non venga portato ad ulteriori conseguenze. Ovvero, nel caso, provvedere al sequestro del povero animale.

Una situazione di quel genere – ha aggiunto Rizzi – non solo ritengo possa ravvisare un chiaro maltrattamento ma dimostra, come ho sottolineato nella denuncia, che il cane sia di fatto in stato di abbandono, come si evince dall’evidente incuria nella quale è tenuto e così come confermato, quale fattispecie di abbandono, da una stessa recente sentenza della Corte di Cassazione“.

Ventitré giorni legato alla catena, tra i suoi escrementi e con una spazio di azione che gli consente di fare poco più che il periplo di se stesso.

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