GEAPRESS – La Guardia Costiera americana ha ammesso l’uso di animali vivi per formare i medici militari ma ha altresì dichiarato che non sono riconoscibili propri addetti tra quelli filmati nell’agghiacciante video diffuso poche ore addietro da PETA. Secondo l’Associazione animalista americana, invece, si tratterebbe della base di Virginia Beach utilizzata proprio dalla Guardia Costiera americana.

Il filmato, girato con telecamera nascosta e fatto poi pervenire agli animalisti americani, mostra l’uso di potenti tronchesse per l’amputazione degli arti di alcune caprette. Poi grossolani tagli e fuoriuscita di organi interni. Secondo PETA, gli istruttori scherzano e fischiettano, mentre i lamenti delle povere caprette ed i loro calci fanno chiaramente intendere che l’anestesia non ha avuto effetto.

Secondo l’informatore, tenuto ovviamente segreto da PETA, le caprette sono poi state soggette a colpi di ascia oltre che venire centrate da colpi di pistola. Tra le battute degli amputatori, invece, quelle di voler scrivere canzoni sulle amputazioni degli animali.

Secondo PETA negli Stati Uniti sono almeno 10.000 gli animali annualmente mutilati, lacerati o uccisi duranti le esercitazioni militari. Recentemente di un altro scandalo si era venuti a conoscenza in una base privata californiana, non abilitata per tali esperimenti (vedi articolo GeaPress). in quel caso si trattava di maiali. All’avvicinarsi dell’elicottero, servito a filmare le cruente scene, si vedono degli uomini nascondere velocemente gli animali, lasciando in terra vistose macchie di sangue e poi i grandi sacchi con all’interno gli animali.

Negli USA sono ormai molte le strutture militari che usano manichini con il compito di simulare gravi ferite da trauma. La scuola di Fort Campbell dell’esercito americano, ad esempio, non usa animali ma manichini. Nello stesso programma di formazione di tale scuola è espressamente dichiarato come l’uso dei simulatori sia più realistico rispetto agli animali. Secondo le norme vigenti negli Stati Uniti, l’uso degli animali è ammesso qualora non sia disponibile un metodo alternativo. Una regola evidentemente disattesa, commentano da PETA, che produce non solo sofferenza agli animali ma anche medici impreparati ad affrontare le reali esigenza in un campo di battaglia.

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