GEAPRESS – L’incredibile vicenda è occorsa nel quartiere di Brooklyn, a New York. Un litigio tra fratelli che evidentemente devono odiarsi non poco. Non solo si sono incolpati vicendevolmente, ma hanno pure additato l’intenzionalità a torturare ed uccidere un povero piccolo criceto. Secondo uno dei fratelli della famigliola Smith, l’animaletto era guarda caso dietro una palla. Motivo per cui chi ha sferrato il calcio non poteva prevedere che assieme al gioco sarebbe volato, schiantandosi nel muro, il criceto. Certo, però, che la diciannovenne Monique ha poi dovuto non poco giustificarsi sul fatto che raccolto il piccolo animale l’ha prima sbattuto in terra, poi gli ha tirato i baffi, infine stritolato con la mano prima di gettarlo in strada dalla finestra.

La madre ha tentato di difenderla ma uno dei fratelli è andato a denunciare la sorella all’associazione di protezione degli animali ASPA. Grazie al suo gesto (… non sappiamo quanto dettato dall’amore per gli animali o dall’odio della sorella) è partito l’iter giudiziario che ha portato alla libertà di Monique dietro pagamento di una cauzione. La ragazza dovrà affrontare ora il processo che rischia di riportarla in prigione fino a due anni. Nel frattempo, però, è rimasta incinta. Il cadaverino del criceto è stato sottoposto finanche ad un esame autoptico che ha evidenziato (qualora ce ne fosse stato bisogno) le gravi lesioni che l’animale aveva subito.

Ieri, in Italia, è stato reso noto che un ragazzo, a Firenze, ha ucciso strangolandolo con una catena, il cane della sorella (vedi articolo GeaPress). L’ha poi spellato per farsi un tappeto, ha appeso la testa ad asciugare per ottenere un trofeo, si è poi mangiata la carne del tronco, ed infine ne ha marinato le zampe, sempre, ovviamente, per uso alimentare. Forse, il tutto, è avvenuto con la complicità di terze persone. Del resto, l’evidente raccapriccio di cui si è reso responsabile, era tranquillamente visibile nel giardino. E’ solo denunciato a piede libero. La nostra legge contro i maltrattamenti non prevede altro, in aggiunta alla quasi totale certezza che mai, a condanna definitiva, vedrà per un minuto la galera.

Non per essere forcaioli, basta che non si dica che in Italia chi maltratta un animale rischia, a differenza di altri paesi, la prigione.
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