randagio ucciso
GEAPRESS – Nuova strage di cani in Ucraina. Non una (solita) diffusa distribuzione di veleno. Questa volta si è passati direttamente alle armi da fuoco tra il cortile della mensa e l’ospedale dei bambini  di Gorlovska. I fatti, stante quanto riferito dai volontari al nostro connazionale Andrea Cisternino, costantemente impegnato nella difesa dei randagi, sono avvenuti nelle prime ore del mattino del cinque agosto scorso. Nessuno, però, sembra essersi accorto di quanto successo.

Cinque cani, uno dei quali già conosciuto dai volontari. Non è chiaro se ad essere utilizzata è stata la pistola o il fucile, ma i fori sui corpi dei cani lasciano spazio a pochi dubbi. Per capire il clima di permissivismo che di fatto contribuisce a coprire questo fenomeno, basti considerare la proposta di legge avanzata in Ucraina che propone di autorizzare i cacciatori  ad abbattere i  poveri randagi.

E’ probabile che l’uccisione sia stata portata a compimento da più persone. Chi ha sparato, infatti, è riuscito ad uccidere tutti i cani all’interno di uno spazio molto circoscritto. Impossibile che al primo colpo, gli animali non siano scappati. Questo anche volendo considerare che la strada in questione si presentava senza uscita. Più fucili o pistole, contemporaneamente in azione, dunque.

Più probabilmente una  “missione” programmata che fa ricadere i sospetti sui gruppi di dog hunters che arrivano a postare in un loro sito web  i luoghi dove hanno visto i randagi con lo scopo di andarli ad uccidere. Sito che era stato chiuso dalle autorità ucraine ma che è ora ricomparso in  un paese straniero. Un escamotage, questo, in uso da parte di chi non ha molta voglia di farsi rintracciare.

La volontaria che si è accorta della strage ha filmato tutto (VEDI VIDEO – ATTENZIONE IMMAGINI MOLTO FORTI ).

I volontari hanno denunciato alla polizia che però non è sembrata molto solerte nel recepire quanto avvenuto. Un fatto quasi normale, verrebbe da dire, anche se il tutto è avvenuto in centro città.

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