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GEAPRESS – Un Nucleo speciale istituito nel 2007 e che risponde al compito istituzionale  attribuito al Corpo Forestale dello Stato, di reprimere i reati contro gli animali. Nasce così il NIRDA  (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali), composto da personale dotato di una specifica preparazione tecnica e di una particolare conoscenza della complessa rete di crimini collegati al maltrattamento degli animali.

L’occasione per sottolineare i compiti e i dati delle operazioni svolte  dal Nucleo di Forestali, è stata rappresentata dalla stipula del protocollo d’intesa tra il Corpo Forestale dello Stato e l’associazione LINK Italia (vedi articolo GEAPRESS).

Un lavoro, quello del NIRDA,  portato avanti  con le Procure di tutta Italia e riguardanti vari settori della materia: dai canili ai circhi fino ai punti vendita, tanto per citarne alcuni. Interventi dettati da situazioni di forte degrado, anche ambientale, dove incuria ed interessi economici  portano a situazioni limite come quelle dei cosiddetti “canili lager”, strutture abusive considerate fonte di facilo guadagno a scapito della salute degli animali ospitati.

Un occhio particolare è poi rivolto al contrasto del traffico illegale di cuccioli dai Paesi dell’Est Europa, fenomeno criminale a carattere internazionale ed in continuo sviluppo, che riguarda spesso animali estremamente giovani (anche di uno-due mesi d’età) sottoposti a lunghi e spossanti viaggi che ne mettono a repentaglio la sopravvivenza. Un lavoro svolto in sinergia con tutte le diramazioni periferiche del Corpo Forestale, ma anche con le altre Forze di Polizia  il Ministero della Salute, le ASL e il mondo delle Associazioni (con le quali si opera anche tramite la stipula di Convenzioni).

L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DEL NIRDA

Nel periodo che va da giugno 2005 a luglio 2014 l’attività svolta dal Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) ha portato a 302 notizie di reato trasmesse all’Autorità Giudiziaria competente, alla denuncia di ben 357 persone e a un arresto in flagranza di reato. Il personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali ha sequestrato circa 15.240 animali, 700 strutture e 43 tra automezzi, camion e rimorchi utilizzati per compiere i vari illeciti, per un valore complessivo di circa 21,5 milioni di euro.
Numerosi anche i sequestri amministrativi per violazioni alle normative Regionali e l’emissione di sanzioni per un totale di oltre 123 mila euro.
In particolare, sono stati posti sotto sequestro 9.500 cani, 1.050 gatti, 820 animali protetti dalla Convenzione Internazionale di Washington (CITES) tra cui pappagalli, tigri, coccodrilli, leoni, anaconde, suricati ed un leone marino; 1.270 animali appartenenti all’avifauna esotica non tutelati dalla CITES, oltre a cavalli, ovini, struzzi, dromedari, cammelli e più di 2.600 esemplari di fauna ed avifauna selvatica.  Tra le strutture sequestrate 146 costruzioni edilizie, fra esercizi commerciali, ambulatori veterinari, abitazioni private e canili abusivi, oltre a 700 gabbie e box dove venivano rinchiusi gli animali oggetto di maltrattamenti.
Più di 72.300 i documenti requisiti, tra cui 1.720 passaporti di cani e gatti risultati falsi o contraffatti, 9.820 atti amministrativi presso le pubbliche amministrazioni e 53.100 atti amministrativi presso soggetti privati.

Le Regioni italiane in cui il personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali ha maggiormente operato fino ad oggi sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna,  Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

Tra gli illeciti accertati, le fattispecie di reato più comunemente riscontrate sono, senza dubbio, il maltrattamento degli animali e la detenzione incompatibile con la loro natura e produttiva di gravi sofferenze, seguiti dall’uccisione di animali (animalicidio), dall’abbandono e dalla detenzione illecita degli animali. Seguono poi l’abusivismo edilizio, lo smaltimento illegale dei rifiuti, gli scarichi industriali inquinanti, il falso in atto pubblico, la truffa, l’appropriazione indebita, l’associazione per delinquere, l’esercizio abusivo della professione sanitaria, l’abuso e l’omissione di atti d’ufficio da parte di pubblici ufficiali.

La contestazione dell’associazione per delinquere correlata a tali crimini, ad opera del NIRDA e delle varie articolazioni del Corpo forestale dello Stato, conferma come dietro il fenomeno del maltrattamento vi siano vere e proprie organizzazioni criminali che perseguono illeciti guadagni dietro lo sfruttamento degli animali.
Gli animali sequestrati dal NIRDA per i reati di maltrattamento e di detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura vengono solitamente affidati alle associazioni animaliste riconosciute da apposito decreto ministeriale, e trasferiti, ove possibile, in strutture idonee dove vengono effettuati gli accertamenti sanitari e le cure adeguate. Quando il numero rilevante degli esemplari non ha permesso il trasferimento, essi sono stati comunque affidati ad esperti che hanno sostanzialmente modificato la qualità della vita degli animali in custodia. Molti dei cani e dei gatti, inoltre, hanno trovato un posto in famiglie che li hanno adottati. Molto più fortunati sono stati gli animali appartenenti alla fauna e all’avifauna selvatica che, dopo adeguate cure mediche e riabilitative, sono stati reinseriti nell’ambiente naturale.

Le attività investigative  evidenziano inoltre un trend crescente delle importazioni illegali di animali gestite soprattutto da sodalizi criminali che utilizzano il canale web per attirare le  loro vittime che sono, di solito, acquirenti sprovveduti. Di pari passo, anche le  contestazioni penali in questo specifico settore sono in costante aumento, grazie anche della sensibilità dei cittadini che segnalano in maniera significativa episodi di maltrattamento animale. Tale tendenza è confermata anche nei primi mesi dell’anno 2014 (gennaio- aprile) con 250 reati accertati con un incremento del 15% rispetto alla media degli anni precedenti. Sono stati inoltre effettuati: 165 denunce, 19 perquisizioni e 115 sequestri penali con circa 2.000  animali affidati, in collaborazione anche con associazioni animaliste o ambientaliste, presso idonee strutture di accoglienza o soggetti privati.

In tale ambito l’attività investigativa del Nucleo si sta focalizzando verso l’approfondimento del “WEB CRIME” unitamente ad altre forze di polizia specializzate in tale ramo. La collaborazione con Interpol e l’utilizzo di banca dati di secondo e terzo livello – Sistema MA.CR.O. (mappe criminalità organizzate) fanno ormai parte dell’attività investigativa del nucleo.

Nel mese di dicembre del 2013, come ogni anno, sono stati effettuati controlli sulla frontiera Italo-Slovena finalizzati alla repressione di traffici di cuccioli importati illegalmente dai paesi dell’Est Europa, soprattutto dalla Romania, Bulgaria e Slovenia, in concomitanza con le festività natalizie. A ridosso delle festività natalizie, inoltre, il NIRDA, unitamente al Nucleo Operativo Speciale (NOS) e al Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Arezzo, ha effettuato ispezioni presso punti vendita e allevamenti di cani per verificare la regolarità degli esercizi commerciali e delle modalità di detenzione degli animali.

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