GEAPRESS – A Salgareda (TV) un gatto è diventato bersaglio di caccia. Le radiografie effettuate sul povero animale ridotto in fin di vita hanno evidenziato la presenza di 20 pallini di fucile. Sul caso è intervenuto Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento Europeo. “Siamo di fronte – ha riferito l’eurodeputato – all’ennesimo atto di crudeltà nei confronti di animali domestici da parte di chi si sente autorizzato da una licenza di caccia a sparare a qualunque cosa si muova”.

Domenica 30 settembre tra le 9 e le 11 di mattina, nella zona di Vigna Dogarina a Salgareda (TV), il gatto Filippo è stato barbaramente impallinato. La proprietaria, la professoressa Rosa Cenari, ha presentato denuncia ai Carabinieri di Ponte di Piave (TV) allegando il referto veterinario e la radiografia effettuata sul povero animale (vedi foto). Il felino è stato colpito da almeno 20 pallini da caccia e perderà un occhio.

L’area dove è avvenuto il reato, Vigna Dogarina, è una Zona di Ripopolamento e Cattura dove la caccia è vietata per legge. Il ferimento del gatto Filippo è solo l’ultimo atto di crudeltà nei confronti di animali domestici impallinati con armi da caccia. Sempre in Provincia di Treviso, a Cessalto, il 16 settembre è stata uccisa un’anatra muta appartenente ad un agricoltore che è stata scambiata per un fagiano.

A Manzana, frazione di Vittorio Veneto (TV), il 26 settembre, colpi di fucile hanno colpito la porta di un’abitazione. Dopo la denuncia si è scoperto che il cacciatore responsabile degli spari aveva mirato ad una lepre, mancandola. L’uomo, un pensionato, è stato denunciato per esplosioni pericolose e per aver sparato a distanza inferiore a 150 metri in direzione di case, non rispettando dunque la distanza stabilita dalla Legge sulla caccia 157/1992 all’articolo 21 lettera f.

Per prima cosa – ha dichiarato l’On.le Zanoni – voglio esprime tutta la mia solidarietà alla signora Rosa Cenari. Purtroppo ogni giorno vengo a conoscenza di vittime della caccia sia umane che animali. Basta solo pensare ai numeri terrificanti resi noto dalla LAC e dall’Associazione vittime della caccia: a pochi giorni dall’apertura della stagione venatoria 2012/2013 già si parlava di 14 persone uccise e trentacinque ferite , tra cui quattro bambini dall’inizio dell’anno. Sono necessari più controlli da parte delle Forze dell’Ordine, pene più severe per i colpevoli, ma soprattutto leggi che prevedano il ritiro e la revoca della licenza di cacci ai responsabili”.

Il micio di Salgareda, ultima vittima conosciuta di una strage che si ripete ogni stagione venatoria, si sta lentamente riprendendo dopo il ricovero in una clinica veterinaria.

Siamo di fronte ad atti barbari di una minoranza di persone, i cacciatori, che si sente autorizzata a sparare a qualsiasi cosa si muova in virtù di un documento che è sempre di più una licenza di uccidere – ha concluso l’Onorevole Zanoni -. Per chi fornirà elementi utili a individuare il colpevole del reato compiuto ai danni del gatto Filippo è a disposizione una ricompensa di duemila euro: la padrona dell’animale ha messo una taglia di mille euro, io ne metto altri mille. Questi episodi barbari devono finire”.

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