GEAPRESS – Vi sono nuovi particolari in merito al Rottweiler in pessime condizioni di detenzione ed al cane trovato impiccato, (vedi articolo GeaPress), entrambi rivenuti a Treviso durante un sopralluogo del NAS dei Carabinieri.

A rendere note le novità è la LAC con una nota del suo Presidente del Veneto Andrea Zanoni. I fatti sono accaduti in provincia e più esattamente a Paese. Facevano seguito ad una segnalazione relativa ad una casa isolata, dove erano detenuti cani maltrattati. In effetti la scena che si è presentata era a dir poco raccapricciante. In un recinto di fortuna solo parzialmente coperto da una lamiera peraltro pericolante, tra elettrodomestici in disuso, era detenuta una femmina di Rottweiler, di nome Lea. La cuccia di Lea era, inoltre, occupata dalla carcassa di un cucciolo di circa quattro chili di peso in avanzato stato di decomposizione. L’animale era legato penzoloni per una zampa.

Il magistrato, dott. Antonio Miggiani, ha disposto l’esame istologico e necroscopio, questo al fine di risalire esattamente alle cause della morte. Il padrone, infatti, un uomo di 55 anni residente a Paese, sembra che abbia dichiarato che il piccolo cane era stato aggredito da Lea. E’ il cane , quindi, che  ha ucciso il cucciolo …. e lo ha anche impiccato?

Da un primo esame effettuato dal veterinario del rifugio di Ponzano Veneto, riferisce la LAC, il cucciolo non presenta  segni di aggressione canina.

Dall’esame autoptico potrà, quindi, esattamente delinearsi la posizione penale del denunciato. Se cioè solo maltrattamento di animali o anche uccisione. La LAC ha già annunciato che seguirà la vicenda e, se si arriverà al processo, si costituirà parte civile.

Il Rottweiler è stato, nel frattempo, sequestrato e trasferito in struttura idonea.

Andrea Zanoni della LAC Veneto ha così commentato la macabra scoperta: “Sono inorridito da questa macabra scoperta e lo sono ancora di più perché questo fatto è avvenuto proprio nel mio Comune di residenza.  Speriamo che Lea, costretta a convivere con un cadavere in decomposizione all’interno di una piccola discarica domestica trovi presto un padrone che la accudisca amorevolmente. In merito a questo mio paesano ho già dato mandato ai nostri legali affinché al momento del processo ci possiamo costituire parte civile con l’intento di chiedere il massimo della pena e i danni morali. Spero che gli inquirenti possano fare chiarezza sull’impiccagione del cucciolo verificando se sia stato addirittura appeso vivo per addestrare ed incattivire il Rottweiler. Ora non ci resta che sperare in una pena esemplare che serva da lezione per questo macabro atto di inciviltà“.

Peccato che il massimo della pena, prevista per questo tipo di reato, sia tale da non spaventare nessun aguzzino! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).