gatto
GEAPRESS – Condannato a quattro mesi di reclusione e 1500 euro di risarcimento danni a seguito dell’accusa di avere sparato contro due gatti. I due micetti di Riase Pio X, in provincia di Treviso, finirono male. Uno rimase ferito mentre l’altro morì sul colpo.

Di fatto, però, il soggetto ora condannato dal Tribunale di Treviso, Sezione distaccata di Castelfranco Veneto, pagherà il risarcimento alla Parte Civile LAV e forse le spese processuali. La pena reclusiva, però, non equivale al carcere. “Pena sospesa”, come più correttamente hanno riferito  pochissimi giornali, ma per il resto non ci saranno particolari privazioni. Si ricorda appena che per potersi scontare anche un solo secondo di carcere, occorre una previsione di pena minima di quattro anni. Sia il maltrattamento di animali (544/ter C.P.) che il reato di uccisione di animali (544/bis C.P.) hanno invece previsioni di pena, addirittura massime, decisamente inferiori. Per questi reati non è neanche previsto l’arresto in flagranza di reato.

Sulla vicenda gravava pure l’accusa di avere sparato in direzione delle case. Il caso era stato  denunciato dalla LAV. Dopo oltre tre anni dai fatti, occorsi il 4 aprile 2010, si arriva ora alla condanna di primo grado. Dunque con tempi di prescrizione non più lontanissimi. L’avvocato difensore, dichiarando al Corriere della Sera che nessuno sarebbe stato in grado di affermare la responsabilità del suo assistito, ha già annunciato ricorso in appello.

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