GEAPRESS – I gatti vennero trovati in condizioni orrende. Disidratati e denutriti. Poi sporcizia ovunque, praticamente sommersi dalle feci. Così hanno titolato i giornali della Malesia in merito alle condizioni scoperte durante un sopralluogo della autorità al Petknode pet hotel a Damansara Damai, un sobborgo della capitale Kuala Lumpur. I fatti risalgono al settembre 2011 ma è di pochi giorni addietro la sentenza di appello che ha disposto la pena pecuniaria equivalente a circa 1500 euro. Una cifra, dove una stanza in albergo extralusso può costare 90 euro, non bassissima.

La sentenza, emessa dal Giudice Elena Hong Tze Lan, ha lasciato comunque uno strascico di polemiche e non solo tra gli animalisti. In molti, infatti, si aspettavano la reclusione, così come prevista dalla legge. Secondo Usmanah Ratak, attivista malese per i diritti animali è inderogabile ormai l’esigenza di inasprire la legislazione vigente. Questo perché si è ancora una volta dimostrato come cittadini che mostrano crudeltà nei confronti degli animali, vengono condannati al pagamento di una multa. Secondo Shahriza Idrus, una volontaria del Stray Cat Rescue, non è stata fatta giustizia e la pena inflitta non rappresenta un deterrente.

Problemi malesi o più generalizzati? In Italia, nel caso di maltrattamenti ben più gravi, non si è potuto applicare lo stesso reato di maltrattamento. Questo perché l’incrudelimento deve essere compiuto con volontà (dolo) e non per negligenza (colpa). Un esempio per tutti è il famoso canile di Arcugnano, in provincia di Vicenza (vedi articolo GeaPress). Cani con il cibo nel fango (nella foto) e detenuti in una struttura inidonea. Il proprietario riuscì a dimostrare come quelle condizioni non erano in realtà volute. Si era trattato solo di una situazione venutasi a creare a causa di un grave problema ad un suo familiare. Niente maltrattamento, dunque. Anche nel caso di contestazione di quest’ultimo reato, la pena reclusiva prevista, sarebbe rimasta sulla carta, essendo nei tempi di gran lunga inferiore a quelli previsti per un visitina di un solo secondo in carcere.

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